Ascensore, il pericolo è spesso in agguato

Per renderci conto innanzitutto della portata quantitativa del problema dobbiamo ricordare che l'Italia è una delle nazioni ove vi sono installati il maggior numero di ascensori: sono ben ottocentomila e, tanto per dare un'idea, sono in numero maggiore rispetto a quelli installati in America ed in Cina.
Dal volume impianti ascensori e montacarichi redatto da Ergotecnica apprendiamo preliminarmente alcune curiosità quali ad esempio quella che i primi ascensori furono installati nel Colosseo che come è noto fu fatto erigere da Vespasiano (celebre anche per un altro genere di manufatti molto utili) a partire dal 75 d.C.
I sotterranei sono collegati tra loro da ascensori utilizzati per il trasporto di gladiatori ed animali che venivano sollevati da schiavi mediante l'uso di carrucole.
Tralasciamo la storia, attraverso i secoli dell'evoluzione fino ai nostri giorni per ricordare solo che in questi ultimi mesi è stato installato nel Grattacielo Sud, a cura di Primo Canale l'ascensore più veloce d'Italia che in pochi secondi da piano terra raggiunge il trentesimo piano del grattacielo di Genova ove ha sede Primo Canale.
Tre problemi vorremmo oggi mettere a fuoco:
- le ipotesi di pericolo che sono state individuate;
- le normative vigenti;
- la suddivisione delle responsabilità.
I tre argomenti sono tra loro in stretta connessione.
Incominciamo dalle situazioni di pericolosità. Ne sono state individuate un'ottantina che vanno dall'esistenza di materiali pericolosi o comunque ingombranti che non hanno ragione di trovarsi nella cabina, nella sala macchine o sui ballatoi, ai problemi per l'utilizzo da parte di disabili, sistemi di prevenzione incendi insufficienti spazi di sicurezza, scarsa illuminazione in tutto il percorso, cabine senza porte, carenza dell'illuminazione normale e di quella di emergenza, cattivo funzionamento degli ammortizzatori, scadente funzionamento dell'interruttore di fine corsa, carenza per le operazioni di emergenza, carenza nelle comunicazioni tra cabina, sala macchine e portineria ecc.
Ripeto sono un'ottantina le fattispecie di ipotesi di pericolo che vanno controllate ed eliminate per garantire sicurezza agli utenti.
Sono molte le leggi in materia per la messa a norma degli impianti ascensori che debbono essere applicate dagli utenti con una ripartizione di carichi di responsabilità che vanno da quelle a carico del manutentore che deve segnalare all'amministratore quali problematiche si deve affrontare per avere la garanzia che l'ascensore sia a norma e dia tranquillità e sicurezza a chi li usa, a quelle a carico dell'amministratore del condominio che deve raccogliere tutte la informazioni, anche di natura economica, da sottoporre all'attenzione ed all'approvazione dell'assemblea dei condomini e di quest'ultima che deve deliberare sugli interventi da eseguire onde scongiurare ed eliminare situazioni di pericolosità.
Dal D.L. 600 del 1945 al D.M. 265 del 2005 sono molte le normative emanate per la messa in sicurezza degli impianti ascensori distinguendo gli obblighi in funzione delle diverse fasce d'epoca di installazione.
Un buon amministratore di condominio deve affidare l'incarico della manutenzione dell'impianto ad una ditta seria e qualificata che provveda ai collaudi ed alle certificazioni necessarie fornendo quindi le garanzie sul funzionamento e sulla sicurezza ed affidare poi l'incarico per le verifiche biennali ad apposita ditta abilitata dal Ministero delle attività produttive.
L'assemblea avrà il compito, ascoltata la relazione dell'amministratore condominiale ed esaminata la documentazione che lo stesso esibisce, di deliberare le decisioni da prendere e di porre a disposizione dell'amministratore le somme necessarie per gli interventi nell'interesse dei condomini per utilizzare un servizio utile ma in condizione di non destare preoccupazioni e di garantire quel servizio che è sempre più indispensabile per le persone anziane (a Dio piacendo prima o poi lo diventiamo tutti) ed i disabili (un problema che nel nostro paese è stato affrontato con notevole ritardo) poiché non possiamo relegarli in casa impedendo loro di uscire perché gli impianti non funzionano o non danno sufficienti garanzie di sicurezza.