«Ascensori al Vittoriano e Colosseo ingabbiato? Sono orrori»

Orrori presenti e orrori minacciati che deturpano la capitale. È questa l’accusa lanciata da Vittorio Sgarbi che, ieri mattina, insieme con il candidato sindaco di Roma del Pdl, Gianni Alemanno, è salito su un pullman scoperto per visitare «gli obbrobri culturali realizzati per colpa di Rutelli».
Prima tappa il Vittoriano dietro il quale sono stati costruiti due ascensori panoramici che per Sgarbi «spuntano dietro l’Altare della Patria come un grottesco preservativo che rovina anche la prospettiva che si vede da via del Corso». «Chi ha costruito questo scempio - ha spiegato Sgarbi - ha voluto imporre il suo stile per paura di imitarne un altro ma il risultato è pessimo». Per Sgarbi sarebbe stato meglio un timpanetto triangolare per coprire l’ascensore perché «così lo si accentua e basta». Il rischio è che «visto come Rutelli si vanta dell’opera c’è il pericolo che compia degli altri orrori del genere».
Il tour ha fatto tappa a piazza San Cosimato, riqualificata dalla giunta uscente e che per Sgarbi è «una tale perversione che Veltroni l’ha pure inaugurata». A non convincere l’assessore alla cultura di Milano gli stili diversi, la pavimentazione inadeguata, i lampioni in contrasto tra loro e le bancarelle come ombrelli in una pizza della quale, ha detto, «non salverei nulla». In particolare le critiche di Sgarbi sono state dirette al mosaico realizzato nella piazza del rione Trastevere che raffigura «un orrendo tuffatore. È un tale aborto che servirebbe la lista di Ferrara, che serve a prendere voti anche se gli tirano i pomodori». Durante il tragitto non sono mancate le considerazioni critiche su alcuni palazzi e monumenti della capitale come quello di Meier all’Ara Pacis che, per Sgarbi, «sembra una pompa di benzina texana».
Al Colosseo, punto d’arrivo del tour, «gli ascensori sono più giustificati perché interni ma non si può dire lo stesso dell’orrido cantiere per il restauro». Perché per Sgarbi un sindaco «deve occuparsi anche dell’ordinario», e in questo caso «non si può lasciare uno dei monumenti più belli del mondo in questo stato per anni».
«Mi impegno a rimuovere la vergogna dei tubi Innocenti su uno dei monumenti più belli del mondo per dare una inquadratura diversa anche durante i lavori». Giunto alla fine del suo tour attraverso il degrado culturale di Roma, Alemanno si è fermato al Colosseo per parlare dei cantieri che ricoprono il monumento ormai da troppi anni.