Asfalto colabrodo: la capitale delle buche-killer

Prima puntata di un’inchiesta su un problema annoso Visconti (An): «Da settembre monitorerò via per via»

Come le stelle: impossibile contarle. Le buche stradali a Roma sono come le cavallette della Bibbia. Un flagello. Il consigliere comunale Marco Visconti (An) annuncia per settembre un personale monitoraggio strada per strada: «Voglio scoprire tutte le menzogne del Comune in fatto di manutenzione».
Le buche sono democratiche. Il centro come la periferia. San Basilio come Porta Maggiore. Vie che sembrano colpite da una pioggia di meteoriti. Voragini protette alla bell’e meglio dal parabrezza di un motorino. Buche ricoperte ai bordi di cicoria e in mezzo da escrementi di cani. Un pezzo di travertino a rattoppare l’asfalto davanti allo scivolo di un non vedente. Sembra un percorso di guerra, ed è Roma. Crateri di un metro nell’asfalto, fondo sconnesso, tombini pericolosi, marciapiedi pericolanti, scarsa illuminazione, segnaletica che non c’è o non si vede. La cronaca è incalzante, ricca di proteste inascoltate, di incidenti a volte anche mortali.
«Datemi un martello», cantava negli anni ‘60 Rita Pavone. A luglio, invece, al grido di «Dateci una pala», gli operatori del mercato di piazza Macaluso, XV municipio, stanchi delle promesse a vuoto del minisindaco Paris, si tirano su le maniche e «tappano» le buche col cemento. «Poi -racconta il consigliere di An Augusto Santori - hanno inviato una lettera al Municipio con gli scontrini di acquisto dei materiali e le ricevute di pagamento della Cosap, il canone d’occupazione di suolo pubblico, pagato profumatamente». All’Infernetto e a Casalpalocco, XIII Municipio, gli abitanti perdono la pazienza per il mare di buche di cui fanno le spese: 450 gli incidenti dalla metà del 2006, calcolano inviperiti. In trecento, racconta il consigliere di Fi Piero Cucunato, chiedono per vie legali il risarcimento danni al Comune: un milione di euro. A Ponte di Nona, VIII Municipio, per due volte nel 2007 i residenti sfilano in corteo contro il degrado di via Collatina. Un budello sconnesso che a tratti ricorda la pista degli elefanti nelle savane africane. Ovunque la stessa situazione. Da Bravetta a Santa Croce in Gerusalemme. C’è chi la butta sul sarcastico, propone la Parigi-Dakar per le strade di Roma: «È meglio delle dune del Sahara».
Il dramma, poi, è sempre in agguato. Da aprile a giugno la Fondazione Ania per la sicurezza stradale riceve e verifica migliaia di segnalazioni degli automobilisti e dei pedoni: «Sono 301 le strade pericolose nel territorio di Roma e provincia», annuncia sul far dell’estate. Pochi giorni dopo alla Bufalotta due centauri ci lasciano la vita. La causa, dai rapporti della polizia municipale, una maledetta buca o un tombino sporgente. Il consigliere comunale di An Marco Visconti accusa: «L’incidente poteva essere evitato, non si può morire così». E preannuncia «un tour di ricognizione per tutta Roma per evidenziare le manchevolezze di appalti e maxiappalti».
Ma la protesta non ha colore politico. Il Coordinamento motociclisti romani alla Befana ha inviato una calza al sindaco Veltroni con dentro un pezzo di guardrail rotto, e ha scritto una lettera aperta al primo cittadino: «I motociclisti a Roma cadono come mosche per le strade devastate da anni di criminale incuria», sottolinea il presidente Riccardo Forte. «I soldi per la manutenzione sono pochi? - rimarca l’associazione Buke’n’bike, che ha all’attivo un tour di 30 chilometri per le buche della capitale -. Ma almeno li spendessero bene i quattrini, invece tornano sempre a lavorare negli stessi punti. Buca e ri-buca. Una beffa».
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