Asg alla Spezia, il «giallo» del ritardo prima della firma

Asg Superconductors, società della famiglia Malacalza, è sbarcata ieri ufficialmente a La Spezia, dove verranno realizzate le speciali bobine di «Iter», il progetto mondiale che esprime le potenzialità della fusione nucleare come fonte illimitata di energia sicura e sostenibile. Con un leggero ritardo sull’orario previsto (tanto da far temere un improvviso stop all’accordo), è stato firmato il contratto preliminare per l’acquisto di un’area, la ex Spel, da 25mila metri quadrati nel capoluogo spezzino in cui sorgerà il nuovo complesso industriale. «La costruzione dello stabilimento - ha sottolineato Davide Malacalza, figlio del “patriarca“ Vittorio e presidente di Asg - rappresenta un altro capitolo del lungo rapporto delle aziende di famiglia con il territorio ligure. Siamo convinti di aver fatto una scelta di puro stile imprenditoriale, anche se a fronte di un maggiore impegno finanziario». Il riferimento ovvio è all’opzione-Genova che si è rivelata alla fine inadeguata alle esigenze dell’azienda. A questo proposito si pronuncia segretario generale della Uilm di Genova, Antonio Apa: «Ancora una volta, registro che manca un sistema virtuoso in grado di far convivere l’esigenza dell’impresa con quelle del territorio sotto la regia politica. Se l’esempio di Ansaldo Superconduttori si ripeterà anche con Ansaldo Energia e con Fincantieri di Sestri Ponente, il lento declino di questa città è segnato. Non serve poi - aggiunge caustico Apa - mettersi la fascia tricolore e gridare ai quattro venti sui disastri industriali. Se non si è in grado di fare sistema e di compiere scelte che sono di esclusiva competenza del livello istituzionale locale, la colpa poi non è degli altri. Quando le amministrazioni locali, nonostante le ripetute assicurazioni date, non riescono a trovare un’area industriale con uno sbocco a mare di 25000 metri quadrati vuol dire che questa città è destinata da un lento ed inarrestabile declino». Infine i consiglieri regionali del Pdl Matteo Rosso, capogruppo, e Raffaella Della Bianca, vice presidente della Commissione Attività produttive, sostengono che «per la scelta di Malacalza a favore della Spezia, il Comune e l’Autorità portuale di Genova hanno pesanti responsabilità». In particolare, secondo Rosso e Della Bianca, può aver influito sulla decisione il fatto che «Luigi Merlo, spezzino doc, non abbia fatto tutto il possibile per creare le condizioni che avrebbero consentito ad Asg di lavorare a Genova».