Ashkenazy dirige il Grieg «europeo»

In programma le musiche più conosciute del «Peer Gynt» commissionato dallo stesso Ibsen

È da una settimana che l’Accademia di Santa Cecilia, in accordo con l’ambasciata di Norvegia, ha avviato una particolare celebrazione in onore del compositore Edvard Grieg, il cui nome, l’Associazione astronomica Internazionale, ha dato a un cratere del pianeta Mercurio. Domenica scorsa, per ricordare il primo centenario della morte del musicista, ha chiamato uno dei nostri più illustri musicologi, Quirino Principe, e una giovane coppia di interpreti (Chiara Di Dino e Matteo Helfer, soprano e pianoforte) per una matinée di parole e musica. Principe ha subito chiarito la finalità di queste celebrazioni: far sì che Grieg, in ragione dei suoi valori musicali, sia di diritto collocato fra i grandi compositori europei, e gli sia tolta l’etichetta di «compositore norvegese». A prova di tale sacrosanta «promozione sul campo» , ha introdotto e commentato parecchi suoi Lieder, fra i filoni più autentici e personali del musicista. Poi mercoledì scorso, altro appuntamento, con un secondo filone di indagine, quello della sua musica pianistica, che svetta autonoma e sicura sulla tradizione popolare del suo paese. Ora, infine, la celebrazione clou, con una delle sue opere più note ed eseguite, oltre che fra le più riuscite: le musiche di scena per il Peer Gynt di Ibsen (1876), alcune delle quali sono oggi popolarissimi (anche in pubblicità). Per l’occasione sale sul podio ceciliano Vladimir Ashkenazy, accanto a lui due noti cantanti nelle parti principali della pièce teatrale: Sergei Leiferkus (baritono) e Camilla Tilling (soprano), e Maddalena Crippa, voce recitante. L’attrice ha il compito di raccontare gli accadimenti avventurosi che coinvolgono Peer Gynt, senza tralasciarne alcuno, per dar modo di eseguire tutti e 26 i numeri delle musiche di scena (mentre solitamente si ascoltano le due suite per orchestra che lo stesso Grieg ne ricavò) e che comprendono brani orchestrali, altri affidati ai due solisti, altri corali (con l’efficace partecipazione del coro ceciliano, istruito da Norbert Balatsch) e altri ancora nello stile del «melologo», cioè della recitazione ritmata con accompagnamento musicale. Fu lo stesso Ibsen a chiedere a Grieg di scrivere le musiche del suo dramma che racconta delle avventure cui il giovane scapestrato Peer va incontro, quando abbandona il villaggio natale.
Auditorium. Sala Santa Cecilia. Oggi alle 18, lunedì 23 (ore 21), martedì 24 (ore 19.30). Info: 06-8082058.