Asia Argento e Justine Mattera spogliarelliste per Abel Ferrara

Pedro Armocida

da Roma

Il set è un night-club a tre piani interamente ricostruito negli studi di Cinecittà. Dentro si muovono una decina di spogliarelliste tra luci al neon blu e rosa shocking, indaffarate in contorsionismi e suggestivi ammiccamenti. La musica non la sentiamo ma la immaginiamo, ritmica e coinvolgente. Apparentemente sembrerebbe il tipico set, un po' sensuale e morboso, del regista maudit Abel Ferrara (Il cattivo tenente) che, dopo Mary, ha scelto ancora una volta Roma per girare, ma non ambientare (siamo a New York tra la 5a e la 6a strada), il suo nuovo Go Go Tales. Ma un po' a sorpresa il regista newyorchese, che riceve in gran fretta i giornalisti tra una ripresa e l'altra, annuncia che si tratta in realtà più d'una commedia, «scelta non intenzionale - dice - ma come omaggio ai film di Preston Sturges». Ermetico e all'apparenza confuso come sempre, Ferrara presenta un cast d'attori che non finisce più, «scelti - sottolinea - senza un provino ma solo con un contatto visivo e umano». C'è Willem Dafoe ormai di casa a Roma (per l'esattezza a Testaccio con la moglie regista Giada Colagrande) che interpreta il protagonista Ray Ruby impresario del night-club Paradise, un «venditore di sogni» coperto di debiti che sta disperatamente cercando di non far chiudere il suo locale perché la proprietaria (Sylvia Miles) è stanca di non ricevere l'affitto. C'è Bob Hoskins nei panni del direttore di sala, e poi Matthew Modine, fratello minore di Ray e suo finanziatore, e infine le spogliarelliste Asia Argento e Justine Mattera (sì la ex di Paolo Limiti e concorrente de La fattoria di quest'anno) e addirittura Riccardo Scamarcio nel ruolo di un medico capitato per caso nel locale che scopre la doppia vita della moglie lapdancer, interpretata dalla giovanissima top model del momento Bianca Balti (nella realtà al quarto mese di gravidanza). «La verità - racconta l'attore - è che non volevo fare il film perché non so bene l'inglese. Ma Abel è un amico e mi ha coinvolto nelle riprese. Oltretutto c'è un progetto di girare insieme un film su suo nonno che emigrò all'inizio del secolo da Napoli a New York».
Qualcuno ricorderà che Go Go Tales è stato al centro di un'intricata vicenda giudiziaria di due anni fa con l'Istituto Luce come produttore a citare in giudizio, per inadempienze contrattuali, Abel Ferrara che ricambiava con un'iniziativa analoga. Alla fine sembra che si siano messi d'accordo e ora il film è passato nelle mani di una produzione italiana, la Bellatrix Media controllata dall'eccentrico imprenditore elvetico Massimo Gatti, autore recentemente d'un bel libro di fotografie.