Asia, Scandinavia e Russia : MiWine brinda ai nuovi mercati

Il salone in programma dal 12 al 14 giugno. Attesi oltre 500 espositori e più di 1200 aziende

Giorgio Scaglia

«Faremo tesoro degli errori della passata edizione per dare ai produttori un salone altamente professionale e internazionale». Con queste parole di saggia autocritica Piergiacomo Ferrari, amministratore delegato di Fiera Milano- ha presentato il MiWine 2006, in programma nel nuovo centro di Rho-Pero dal 12 al 14 giugno prossimi. Saranno almeno 1200 le aziende e 500 gli espositori che verranno a Milano per contattare il maggior numero di compratori nazionali ed esteri e tra essi sono molti gli stranieri tra cui, in forze, quelli australiani. Per questo gli organizzatori hanno già stretto alleanze con altre realtà fieristiche straniere e stanno promuovendo MiWine in 68 paesi grazie ad una «task force» di agenti selezionati, che puntano soprattutto sui mercati emergenti come quello russo, scandinavo e asiatico.
«Stiamo attivando un grande lavoro di promozione - dice Ezio Rivella, l’effettivo organizzatore di MiWine - e abbiamo attivato un circuito internazionale che permette alle aziende partecipanti di presentarsi ad appuntamenti unici nel mondo. Abbiamo portato, ad esempio, i vini siciliani ai magazzini Harrod’s e a New York, al Columbus Day. In novembre saremo prima a Singapore e poi di nuovo a Londra».
Dunque si cambia, niente più manifestazioni collaterali ma solo workshop tematici in una mostra che dovrà essere una sorta di «promozione continua» del vino italiano destinata a tutti gli operatori del settore enologico. Eventi dedicati al vino coinvolgeranno anche la città, soprattutto nei locali del centro, per rendere partecipi gli appassionati di una tre-giorni che promette di essere ricordata a lungo.
«MiWaine è una mostra a cui teniamo particolarmente - conclude Piergiacomo Ferrari - perché si inserisce nella filiera fieristica del comparto agroalimentare che stiamo sviluppando e perchè non può mancare un’esposizione di riferimento come questo nella città che in termini di fatturato è il primo bacino italiano per consumo di vino». E i rapporti con Vinitaly come sono? «Di normale concorrenza. Diciamo che a Verona c’è tanta gente, qui speriamo di offrire alle aziende tante occasioni di affari».
Intanto lo stand di MiWine, al padiglione 12, resta aperto in concomitanza con Host fino a martedì. Nel bar allestito all’interno, vengono offerti in degustazione i grandi vini di settanta cantine italiane e non.