Ma Asia si ripete nel ruolo della tossicomane

da Cannes

Se Gong Li è arrivata sulla Croisette da Pechino, Asia - nomen omen -, Argento vi è tornata da Hong Kong. Qui infatti ha girato il film francese di lingua inglese Boarding Gate («Cancello d’imbarco») di Olivier Assayas, primo dei suoi tre film in questo Festival. Gli altri sono il franco-italiano Une vieille maîtresse di Catherine Breillat, in concorso; e l’italiano, girato in inglese, Go go Tales («Racconti di ragazze go go») di Abel Ferrara.
Boarding Gate (fuori concorso) ha coinciso con l’arrivo del padre di Asia, Dario, per presentare la versione restaurata di Suspiria. La combinazione s’è aggiunta alla collaborazione: rispettivamente come regista e interprete, Dario e Asia hanno ultimato le riprese della Terza madre, che finirà alla Mostra di Venezia o alla Festa di Roma. Non stupisca che un francese, Assayas, abbia spinto Asia verso Hong Kong: il regista francese - con parentela milanese - è stato infatti compagno di Maggie Cheung, interprete del suo Clean, che le valse il premio d’interpretazione al Festival del 2004. La Argento ripropone, ahimè, il logoro personaggio della prostituta tossicomane, che qui uccide l’amante-cliente (Michael Madsen), poi parte per Hong Kong per farsi una nuova vita con l’amante-mandante del delitto (il cinese Carl Ng)... Non ci si annoia, ma i luoghi comuni sulla globalizzazione non si contano.