Gli Asia si riuniscono per le «nozze d’argento»

Domani sera, invece, Joe Zawinul è atteso sul palco di Villa Celimontana per una lezione da virtuoso della fusion

Due serate di grande musica, in bilico tra classe cristallina e virtuosismo strumentale. Stasera tornano in scena gli Asia, uno dei primi «supergruppi» della storia del rock, mentre domani sarà la volta di Joe Zawinul, fondatore dei Weather Report. Gli Asia, in concerto allo stadio della Pallacorda, sono nati all’inizio degli anni ’80 dalle ceneri di quattro storiche band progressive, quando John Wetton (bassista e cantante dei King Crimson), Carl Palmer (batterista di Emerson, Lake & Palmer), Steve Howe (chitarrista degli Yes) e Geoff Downes (tastierista dei Buggles di Video killed the radio star) hanno deciso di provare a fondere il loro talento. Hanno subito avuto un successo clamoroso, grazie al singolo Heat of the moment e a un ottimo album di esordio, che nel 1982 ha venduto 7 milioni di copie. La storia degli Asia è stata lunga e travagliata, con numerosi cambi di formazione e la pubblicazione di dischi dalle alterne fortune, ma ora, per festeggiare il 25° anniversario della band, i membri originali hanno deciso di tornare insieme. Lo hanno fatto dopo aver registrato un nuovo album dal vivo, Fantasia - Live in Tokyo, e arrivano a Roma con una lunga serie di «sold out» alle spalle. Presentano la loro musica che nasce dal progressive per virare col passare del tempo verso sonorità più classicamente rock e canzoni meno complesse dal punto di vista strutturale. Il tutto suonato con sorprendente virtuosismo, come ci si aspetta da cotanti musicisti. E ai classici degli Asia si aggiungeranno brani dei gruppi in cui i quattro militavano precedentemente.
Domani, a villa Celimontana, torna il padrino della fusion Joe Zawinul. Protagonista della svolta elettrica di Miles Davis, alla fine degli anni ’60, il grande musicista ha fondato in seguito i Weather Report con il sassofonista Wayne Shorter, scoprendo quel Jaco Pastorius che è riconosciuto come il più grande bassista mai salito su un palco. Fresco settantacinquenne, Zawinul non smette di inventare nuova musica e di scoprire nuovi talenti, facendo ruotare intorno alle sue tastiere grandi star del jazz e giovani fenomeni . Torna a esibirsi al Celio, come fa ormai regolarmente quasi ogni estate, con Sabine Kabongo alla voce, Alegre Correa alla chitarra, Linley Marthe al basso elettrico, Paco Sery alla batteria, Aziz Sahmaoui e Jorge Bezerra alle percussioni. Con il suo inseparabile cappellino colorato, il musicista viennese trascinerà la band tra classici del Bollettino meteorologico e brani della sua produzione solista o con il Syndicate. Il tutto condito dalle intuizioni del momento trasformate in improvvisazioni vertiginose, da sempre marchio di fabbrica del vulcanico Joe.
Due serate di ottima musica, che accompagnano gli appassionati romani verso la fine di questa estate da capogiro. Con la speranza che anche l’autunno e l’inverno riservino altrettante soddisfazione.