Asili nido negati a diecimila bambini

Saranno diecimila, a Roma, i bambini che resteranno fuori dagli asili nido comunali. Per loro, a settembre, ci sarà il solito salasso negli asili privati: 400 euro in media la retta mensile. Delle 20mila domande presentate, più della metà non è stata soddisfatta dall’amministrazione capitolina. Non sono lontani i tempi in cui il sindaco Walter Veltroni prometteva l’azzeramento totale delle liste d’attesa. «Risolveremo il problema - proclamava il primo cittadino nell’agosto del 2002 -. Mi sto impegnando affinché nel 2006 non esistano più liste d’attesa né esclusi». Tant’è. Cinque anni dopo, il «Piano sociale per i servizi educativi per l’infanzia» - che avrebbe dovuto azzerare le graduatorie - ha fatto flop.
«A Roma è emergenza asili nido» afferma il coordinatore regionale e commissario romano di Forza Italia, Francesco Giro: «Oltre 10mila bambini in lista d’attesa significano 10mila famiglie in gravi difficoltà. Questo è il risultato di una gestione dello sviluppo del territorio insufficiente e piena di contraddizioni. Prima arrivano i palazzi, le case e la gente, poi solo dopo molti anni le infrastrutture: i mezzi di trasporto, l’illuminazione pubblica, gli asili nido e le scuole materne. Le convenzioni con i costruttori non vengono fatte rispettare da nessuno. I municipi, che dovrebbero controllare da vicino questo processo, sono semplici scatole vuote».
Incontestabile la realtà dei numeri. Cifre record nel II Municipio: su 687 domande, fuori dalle graduatorie in 444. Al XIX fuori in 617, al XV in 500, al IV in 730. Di «inganno e fallimento» della giunta Veltroni parla Beatrice De Bono, responsabile Dipartimento regionale politiche sociali di Fi, capogruppo al XVI Municipio, dopo l’annuncio del sindaco dell’apertura a settembre del nido «D’Aronco», in zona Vignaccia-Pisana: «L’asilo costato un milione di euro non è ancora agibile. È privo di sistemi di sicurezza in una zona piena di insediamenti clandestini e bersaglio di episodi quotidiani di microcriminalità. I piccoli rischiano l’incolumità. Ma soprattutto non esiste la certezza che il nido aprirà a settembre. Per il completamento sono stati richiesti altri fondi al Dipartimento, è solo l’ennesimo inganno». Nel XVI sono ben 504 i bimbi in lista d’attesa, su 815 domande.
«L’assessore comunale alla Scuola, Maria Coscia, ha annunciato per il prossimo anno 1.235 nuovi posti - dichiara Patrizia Cicolani, dirigente di Azzurro Donna - ma ci sono circa 1.500 domande in più rispetto al 2006». E per la donna il problema determina spesso l’abbandono del posto di lavoro: «Una soluzione potrebbe essere il nido aziendale, che permette vantaggi in termini di minori assenze e migliore produttività - argomenta la Cicolani -. Purtroppo nella Capitale ce ne sono pochi. Manca, da parte del Comune, una campagna di sensibilizzazione verso le aziende, e lo snellimento delle pesanti procedure burocratiche per aprire i nidi aziendali». Ma la Coscia non ammette il fallimento e parla di un «modello Roma per la prima infanzia» da esportare nel resto dello Stivale. Magra consolazione per le famiglie dei bambini esclusi, che provengono soprattutto da zone popolose e disagiate, come Tor Bella Monaca, Magliana, Primavalle, Garbatella.