Un asilo nido per le mamme della Provincia

La sede unica di viale Piceno avrà una struttura da 80 posti. Rinviato il progetto del Comune

La Provincia si fa il nido. Un asilo aziendale per i dipendenti, verrà messo in cantiere il prossimo anno dopo che l’ente ha partecipato con il Fatebenefratelli e la clinica Macedonio Melloni al bando della Regione che ha accolto il progetto e assegnato un contributo da 170mila euro. La sede prescelta è quella di viale Piceno, che diventerà la sede unica della Provincia non appena verranno venduti gli immobili (appena messi all’asta) di corso di Porta Vittoria 27, via Petrarca 20 e via Pancrazi 13. Un tesoretto da cui conta di ricavare almeno 120-130 milioni di euro. Tolti i «gioielli di famiglia», ossia Palazzo Isimbardi, lo spazio Oberdan e la sede di viale Piceno, proprio su quest’ultima si concentreranno i dipendenti che dovranno abbandonare i palazzi dismessi. L’obiettivo è risparmiare, rendere un servizio migliore ai cittadini che non dovranno più spostarsi tra sette-otto indirizzi diversi per avere i servizi e una volta concentrata la squadra «possiamo pensare di offrire servizi per migliorare il loro lavoro - spiega il presidente Guido Podestà - e da padre di tre figlie femmine dico che l’asilo aziendale è un’opportunità da offrire alle donne per metterle in condizione di lavorare meglio». Palazzo Isimbardi oltre ad avere la giunta più rosa (tre donne assessore contro una sia in Regione che in Comune) ha una percentuale maggiore di dipendenti donne - il 53% dei 1950 impiegati - e le dirigenti sono il 58 per cento del totale. Da qui l’idea del nido provinciale (da condividere con infermieri e dottori della Macedonio Melloni che sta ingrandirà la propria sede in viale Piceno) che nella prima fase offrirà circa 80 posti. E «sarà a disposizione anche dei tanti papà lavoratori, spesso separati ma con i figli a carico - spiega l’assessore al Personale Roberto Cassago -. É un esperimento che aveva immaginato già la giunta di Ombretta Colli, poi il presidente Filippo Penati non lo ha realizzato e ora contiamo di metterlo in pratica, c’è già l’ok e il contributo della Regione e una volta venduti gli immobili partiremo con l’accorpamento della Provincia e quindi anche con questo progetto».
Rinviato a data da destinarsi il nido comunale. Annunciato dal sindaco Letizia Moratti come servizio alle mamme che lavorano nel momento in cui nascerà la sede unica del Comune con 5mila dipendenti trasferiti in zona Garibaldi-Repubblica, il progetto del grattacielo (e quindi pure dell’asilo) al momento non è più tra le priorità, causa ristrettezze di bilancio. Ci sarà anche un asilo invece tra i servizi offerti non solo ai dipendenti ma ai cittadini del quartiere nel Pirellone bis, ancora vuoto. Fa scuola invece Atm, che dal 2005 ad oggi ha già aperto tre nidi, nel deposito di Baggio (da 15 posti), Leoncavallo (17 posti) e Precotto (36 posti).