Asilo ostaggio dei lavori di rifacimento Bimbi tra impalcature, polvere e freddo

Bambini lasciati al freddo. Niente acqua calda e termosifoni, infissi da sostituire, giardino impraticabile, mensa stile accampamento militare. Una situazione insostenibile per i genitori di 75 bambini dell’asilo nido comunale «Sophia» di via don Russolillo 47 che, ora, minacciano una rivolta. «Sopportiamo disagi dalla scorsa estate - dicono - adesso siamo arrivati al culmine. Non ne possiamo davvero più. I lavori di ristrutturazione dovevano terminare il 29 ottobre ma siamo arrivati a dicembre e non se ne vede ancora la fine. Nessuno è in grado di stabilire una data certa». Impalcature, rumori assordanti, polvere ovunque. E temperature polari in classe, che mettono a rischio la salute dei piccoli.
Siamo al quartiere Fidene, IV Municipio. La struttura pubblica accoglie tre classi composte ciascuna da 25 alunni dai tre mesi ai tre anni. Un plesso degradato e da tempo destinato a lavori di rifacimento. Finalmente arrivano i soldi per il restyling e parte la gara d’appalto. Ogni cosa sembra filare liscia tanto che lo scorso anno scolastico viene persino anticipata di un mese la chiusura estiva. Così il 30 giugno scorso il «Sophia» chiude i battenti per poter avviare i lavori. Secondo le previsioni la riapertura viene stabilita il mese successivo all’inizio dell’anno 2009/10. Totale due mesi di interruzione. Nel progetto di restauro la sostituzione del vecchio impianto di riscaldamento, compresa la caldaia, nuove finestre e tapparelle, pareti e spazio giochi esterno. Il 1° ottobre i bimbi, di fatto, rientrano in classe nonostante gli operai siano ancora all’opera. I servizi base, però, non sono garantiti. «Abbiamo tollerato problemi a non finire sia in estate che in autunno - raccontano alcune mamme - sperando che tutto ciò potesse servire a migliorare le condizioni sia delle educatrici che dei nostri figli. Invece siamo in alto mare. Nella cucina manca il gas per cui la cuoca è costretta a utilizzare dei fornelli elettrici, con i problemi che ne derivano. Il parco è off limits, dunque da più di due mesi i bimbi non possono uscire e giocare all’aria aperta. Per non parlare del via vai continuo di manovali, pittori, carpentieri, del rumore assordante di trapani e altri attrezzi, dello sporco di cantiere. La serenità dei bambini, caratteristica fondamentale per un nido, non esiste da troppo tempo». Dal canto suo il dirigente didattico, Sergio Serra, sta facendo l’impossibile per sollecitare la fine dei lavori: lettere, fax, e-mail e decine di telefonate ai responsabili dell’ufficio tecnico municipale e ai vari organi capitolini. Finora senza risultato.