La Asl 3 scatena la caccia al medico di famiglia

Nella nostra regione è in atto una vera e propria caccia al medico. Non a tutti i medici, si badi bene, si cacciano solo i medici di famiglia. La campagna è stata chiamata «Appropriatezza prescrittiva». Sarebbe interessante ed utile se ci si trovasse di fronte ad una iniziativa che mira ad evitare gli errori medici che sono sempre possibili e che bisogna certamente cercare di ridurre al minimo possibile, ma non è così. Nessuno si occupa di capire se, quando volevamo scrivere aspirina, abbiamo sbadatamente prescritto stricnina (noto veleno), ci sono invece plotoni di zelanti farmacisti negli ovattati uffici delle ASL che, sulla base di indicazioni regionali (ultima in ordine di tempo la delibera 131/132 del 17.2.2009) passano il loro tempo a contare le confezioni di farmaci prescritte a ciascun paziente, calcolano il numero di compresse contenute e poi, se riscontrano difformità rispetto a quanto indicato dalla delibera regionale che ha stabilito dati numerici ben precisi ai quali i medici si devono attenere nella prescrizione, passano il tutto alle direzioni sanitarie le quali convocano il medico, dando inizio ad un iter che spesso si conclude con una trattenuta sullo stipendio del sanitario. Sarebbe interessante sapere se la cifra che le ASL ricuperano con queste trattenute è sufficiente almeno a compensare gli stipendi di questi farmacisti. In qualche caso la cifra è talmente irrisoria che non copre neppure il costo delle varie raccomandate che l'ASL invia al medico.
Si ottiene comunque il bel risultato di disamorare al proprio lavoro persone che passano il loro tempo lavorativo a cercare di rispondere come possono ai bisogni non solo di salute, ma spesso anche di sostegno psicologico, ai cittadini di una regione che ha risentito più di tutte le altre regioni del nord della crisi economica e che notoriamente è quella con la percentuale di anziani più alta d'Italia.
Questa vera e propria persecuzione dura ormai da anni tanto che, nel bel libro «Camici e Pigiami», il medico-scrittore Cornaglia Ferraris, aveva, già anni fa, citato la ASL 3, capofila di questo tipo di iniziative, capaci solo di interrompere qualsiasi rapporto collaborativo tra medico e struttura pubblica. Naturalmente tutto questo accade del tutto all'insaputa dei pazienti perché le ASL temono solo una cosa: la protesta del cittadino. Così il medico di famiglia che si è dotato di computer, si è messo a lavorare in gruppo per poter dare una migliore risposta ai bisogni dei pazienti con ampliamento d'orario e personale di segreteria ed infermiera e che si prepara ad inviare on line tutte le ricette al ministero dell'economia, tutti i certificati di malattia all'INPS (che così può ridurre il suo personale amministrativo), si affretta a fare i suoi calcoli pensionistici. Mentre fino a qualche anno fa i medici chiedevano di rimanere in servizio anche oltre il limite di età previsto dalla convenzione che regola il loro rapporto di lavoro con il servizio sanitario nazionale ora, sempre più numerosi, si affrettano ad andare in pensione appena possibile disperdendo un enorme patrimonio di esperienza clinica a cui pare nessuna autorità sanitaria sia più interessata. Cui prodest?
C'è poi una contraddizione enorme in questi comportamenti. La regione che ha emesso le delibere che fanno da supporto a questa vera e propria persecuzione che non riesce comunque ad eliminare l'ignobile fenomeno del comparaggio è lo stesso ente che ha commissionato alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa una ricerca su «I cittadini liguri e i servizi sanitari - medicina generale, pediatria di libera scelta, specialistica e diagnostica ambulatoriale» che ha premiato con dati molto lusinghieri la nostra categoria ponendola ai vertici del gradimento del cittadino, proprio quel cittadino che non sa tra quale incudine e martello siamo stretti noi quando cerchiamo di dare una risposta alle sue sacrosante necessità garantite dall'articolo 32 della costituzione.
Stranamente i risultati di questa ricerca commissionata dall'ARS (Agenzia Regionale Sanitaria) non sono stati presentati in tutti i particolari, come se i dati oggettivi della statistica dessero fastidio al manovratore sottraendogli un facile capro espiatorio del deficit regionale.
*Segretario regionale Fimmg Liguria

Sottoscrivono i Dottori:
Accardo Ivana, Alice Stefano, Aste Gaetano, Atzei Massimiliano, Badino Augusto, Benvenuto Elisa, Bargagliotti Ugo, Battelli Marco, Berti Paola, Bindi Paolo, Bixio Mario, Bonofiglio Umberto, Borreani Valter, Borzone Stefano, Bottari Valentino, Brancatisano Marina, Brasesco Pierclaudio, Brunetti Francesco, Buchignani Dino Fabrizio, Cadigia Mohamed Aden, Canepa Angelo, Cantamessa Paola, Carraro Andrea, Casella Silvia, Cipriani Maurizio, Citi Mauro, Coriolano Paola, Dellepiane Francesco Maria, Ferrari Antonio,Fasoli Lino, Fonzi Stefano, Franzone Giorgio, Furfaro Vincenzo, Ghirardelli Pietro,Ghisaura Giancarlo, Giuliani Elio, Granata Luigi, Lambruschini Mario, Lanzi Gianfranco, Levaggi Francesco, Levati Enrico, Malaspina Roberto, Malatesta Marco, Mangini Paola, Marasi Guido, Marcenaro Alessandro, Mazza Mauro, Migliorini Rossana, Montani OscarNaso Alberto, Olivari Massimo, Pallavicino Mario, Papio Attilio, Parodi Antonio Paolo, Pastorino Antonio Michele, Percivale Mauro, Perdelli Guido, Picciotto Rinaldo, Pistocchi Giovanni; Querci Giovanna, Rodano Massimo, Roncallo Antonio Giovanni, Rottola Cristina, Sacco Paolo, Scala Antonio, Scarrone Pierluigi, Sivori Franco, Stellini Giuseppe Fabio, Stimamiglio Andrea, Tamagno Carlo,Traversaro Angelo, Vallarino Luigi, Vascotto Ettore, Vistarini Valter, Volpi Claudio, Zampogna Antonio, Zunino Roberto.