La Asl 5 non paga, ma il Comune la difende

C’erano i sindacati. C’erano i familiari con una raccolta di tremila di firme. C'erano i lavoratori e anche alcuni pazienti. È stato un anticipo di ferragosto rovente quello vissuto giovedì sera nella consiliare del comune della Spezia per discutere dell'Istituto per disabili Santi, struttura che da circa trent'anni assiste un centinaio di pazienti con gravi patologie e che ha in forza una sessantina di dipendenti.
A chiedere la convocazione il centrodestra. «Il Santi vanta oltre 1 e mezzo di euro di crediti verso l'Asl spezzina di cui un milione e 200 mila subito esigibili. I suoi locali dal comune sono stati assegnati alla Asl - ha detto Giacomo Gatti, consigliere comunale Pdl - il rischio evidente è di chiusura di un servizio che si fa carico di una fascia delicata e molto sfortunata della nostra città». Per questo il Pdl chiedeva con la sua mozione (respinta) l'immediato pagamento di tutte le spettanze riassegnando per un periodo di tempo adeguato le strutture al Santi. Nel consiglio è stata battaglia con Mauro Bornia, consigliere comunale del Pd e presidente dell'Istituto che alla fine ha abbandonato l'aula di votazione dichiarando prima «profondo imbarazzo e amarezza per la vicenda vissuta dall'istituto che guido». Ma il centrodestra ha cercato anche una convergenza con un documento del centro sinistra. Due emendamenti della minoranza miravano a proseguire la convenzione e l'immediato pagamento. Tutto respinto insieme alla mozione pidielline e quella del misto. Approvata quella della maggioranza che chiede la convocazione di un tavolo di confronto per il «superamento dei contenziosi sollecitando la regione Liguria a definire comportamenti omogenei in tutta le regione chiedendo inoltre che quanto spetti al Santi venga pagato». Cauto ottimismo da parte dei familiari. Troppo poco da parte del centro destra.