Asl, il conto salato delle «poltrone per due»

Antonella Aldrighetti

Spoil system o interesse degli utenti? Fino a oggi è passato inequivocabilmente il primo: il secondo può attendere. Anzi, gli utenti di cui sopra sappiano che d’ora innanzi la regione Lazio spenderà quotidianamente 1.800 euro in più per retribuire i «doppi» manager delle aziende sanitarie. Pagando i «vecchi» perché, stando ai pronunciamenti del Tar, i loro contratti di lavoro sono validi fino a naturale scadenza. E sborsando lo stipendio ai «neoinsediati» perché ne hanno diritto dopo la stipula del contratto avvenuta il 16 agosto scorso. È vero che la cifra non è stratosferica, ma da qui al pronunciamento definitivo dei magistrati, atteso, salvo sorprese, per il primo settembre, passano altri 15 giorni e 24mila euro. E volendo procedere su questa linea, contando pure che dopo la sentenza ci si appelli al consiglio di Stato, si potrebbe arrivare a un esborso complessivo dalle casse della Regione di oltre 650mila euro. Una bella sommetta, andata in fumo sull’altare dello spoil system a tutti i costi. Il tassametro insomma si è messo in moto, e se oggi lo possiamo definire un piccolo ticket per i cittadini, domani chissà. L’ultima parola spetta al Tar, e alle valutazioni della magistratura amministrativa.
Ma chi sorveglia sugli sprechi c’è sempre. «Invece di preoccuparsi di smentire le sue improvvide dichiarazioni ai giornali, l’assessore alla sanità Battaglia farebbe meglio a riconoscere che sulle Asl è stato commesso un pasticcio, come era stato previsto e denunciato», replica Gianni Sammarco, vicecapogruppo di Forza Italia alla regione. «Ora - prosegue - ci troviamo a fronteggiare un danno economico e amministrativo, con il rischio di avere alla guida di ogni Asl due manager: uno appena nominato e l’altro, ingiustamente rimosso, ora reintegrato». Stessi toni per Luciano Ciocchetti, capogruppo Udc, secondo cui «il presidente del Tar adotta il decreto di “presospensiva” previo esame del ricorso e accertamento della sua fondatezza. Il fatto che sia stata accordata tutela cautelare provvisoria a tutti i ricorrenti è dunque un giudizio univoco della riconosciuta accoglibilità del ricorso. Battaglia - ha concluso Ciocchetti - prima di indirizzare le sue velenose censure farebbe bene a consultare qualche manualetto di diritto processuale amministrativo».