«Asl, Formigoni dovrà eliminare le liste d’attesa»

Il governatore si gira verso Bondi e replica: «Già fatto»

Sabrina Cottone

Se la ride Silvio Berlusconi, mentre guarda Roberto Formigoni seduto in prima fila al Mazdapalace. Il premier è a Milano per aprire la campagna elettorale, parla ai diecimila azzurri stipati sugli spalti e vola sulla sanità, tema caldissimo a queste latitudini. Scherza: «Signor presidente della Lombardia, lei è e sarà costretto a eliminare le liste di attesa delle Asl». Formigoni si gira e sussurra al coordinatore Sandro Bondi, seduto accanto a lui: «Già fatto». Ma nel frattempo Berlusconi sta già duettando con l’assessore protagonista dello scontro con il leghista Alessandro Cè sulle deleghe per la sanità: «Abelli, non si distragga!». Al centro dell’attenzione del premier c’è il futuro delle visite mediche secondo il programma della Cdl. E Berlusconi spiega che ai primi punti c’è l’eliminazione delle liste d’attesa. Il modello di riferimento è il Regno Unito: «Noi attueremo un sistema che già funziona in Inghilterra. Ogni paziente potrà fare le prenotazioni con il suo medico via computer». L’obiettivo è la prenotazione in tempo reale con certezza immediata di giorno e ora.
Fin qui i fatti, ma ci vuole pochissimo a passare alle interpretazioni. Dietro le parole di Berlusconi c’è subito chi vede uno stop alla candidatura di Formigoni al Senato, ipotesi alla quale il presidente della Lombardia lavora da tempo. In ballo c’è un incontro tra i due in cui verranno chiariti tempi e modi della questione, oltre che il numero di formigoniani destinati a entrare nelle liste elettorali (che al momento sarebbero solo i due uscenti). Un faccia a faccia riservato che dovrebbe svolgersi proprio in queste ore.
Nel frattempo il portavoce di Formigoni dà la sua interpretazione delle parole del premier. «La frase non contiene nessun “no” alla candidatura di Formigoni, anzi contiene una lode per il Presidente della regione Lombardia» scrive in una nota Lorenzo Colombo. Ed ecco la spiegazione: «Visto che il meccanismo per eliminare le liste d'attesa indicato nel programma della Casa delle Libertà è già realtà in Lombardia da tre anni, la frase di Berlusconi è ancora più chiara».
In prima fila c’è Letizia Moratti, candidato sindaco della Casa delle libertà. Berlusconi, dal palco, le regala una frase di buon auspicio che è anche un omaggio al primo cittadino uscente: «Lo prevedo facilmente, sarà un ottimo erede di Albertini». Il ministro ricambia: «Ho sentito grande affetto e stima per quel che abbiamo fatto insieme. Mi ha fatto certamente piacere che, oltre alle riforme che abbiamo portato a termine, abbia voluto ricordare anche la mia candidatura». La Moratti va oltre: «È stato un discorso che ha valorizzato il tema della libertà e della democrazia». Scende nei dettagli: «Ha parlato della centralità della persona, che viene prima dello Stato. Inoltre ha illustrato in modo dettagliato l'azione positiva del governo. Basti pensare che solo per le grandi opere abbiamo investito 10 volte di più rispetto alla sinistra».
Il Mazdapalace è pieno e Berlusconi non nasconde la soddisfazione. «Grazie grazie grazie a tutti voi. Mi state ridando la vita, pensavo che stamattina non ce l’avrei fatta» dice, raccontando le fatiche di una settimana pesante. Urla e coretti da stadio sulle gradinate, «vengono direttamente dalla curva sud di San Siro» dice lui. Poi confessa: «Questi sono gli spinelli che fuma il presidente del Consiglio...». E aspira l’odore di folla.