Asl, l’equo indennizzo non piace a nessuno

Si concluderà con il risarcimento del danno economico la battaglia sulla sentenza di reintegro dei direttori generali delle aziende sanitarie epurati illecitamente con il maglio di quello spoil system decretato illegittimo dal Consiglio di Stato? Macché. Nessuna battuta conclusiva. Piuttosto battute d’arresto perché le complicazioni sono in arrivo soprattutto dopo l’approvazione congiunta da parte della commissione Sanità e Bilancio della proposta di legge sull’equo indennizzo dei direttori silurati da Marrazzo che sbarcherà in aula lunedì prossimo in occasione del consiglio straordinario sulla sanità. E si annuncia una battaglia all’ultimo voto visto che anche da sinistra qualcuno definisce la leggina «improponibile e inapplicabile». Mentre dalla Cisl e dalla Cgil arrivano critiche all’incapacità dell’esecutivo regionale di dare corso al provvedimento del Consiglio di Stato, per cui «l’equo indennizzo è la comica finale». Per la Fials Confsal invece la proposta di legge sarebbe predisposta ad hoc per aggirare la sentenza amministrativa e non ottemperare all’ordine del Consiglio di Stato.
Se a sinistra ci sono critiche e malumori, da destra arriva un coro unanime contro il provvedimento. Stefano De Lillo (Forza Italia), vicepresidente della commissione Sanità lancia una provocazione: «Come sul caso Visco-Speciale, nel quale il governo Prodi ha proposto al generale della Guardia di Finanza una poltrona alla Corte dei Conti, così la giunta Marrazzo dovrebbe offrire ai direttori da indennizzare la presidenza dell’Istituto superiore di sanità, dell’Asp e altre cariche di indubbio rilievo. Ma c’è poco da stare allegri, perché emerge solo una profonda preoccupazione per la paralisi dell’intero comparto assistenziale: in commissione ormai ci si riunisce solo per esprimere il parere su nuove nomine».
E dal capogruppo degli azzurri, Alfredo Pallone, arriva l’augurio che il week-end porti consiglio e convinca a rivedere il provvedimento presso la commissione Affari istituzionali perché «si aggiunge il fondato sospetto che i costi di questo errore marchiano commesso dalla maggioranza di sinistra, ampiamente divisa sulla questione, andranno a ricadere sulle tasche dei cittadini con conseguenze negative sulla tenuta del piano di rientro del deficit».
Parla di protervia e arroganza da parte di alcuni membri della maggioranza nel difendere il provvedimento dell’equo indennizzo Donato Robilotta (Sr). «In pratica una normativa tappabuchi che - asserisce Fabio Desideri di Democrazia per le autonomie - non risolverà alcun problema creandone, al contrario, di nuovi. Perché se lunedì la maggioranza approverà il testo per coprire una falla se ne apriranno altre». Non si può escludere che, una volta approvato, si possa profilare lo spettro di un ricorso contro il provvedimento di risarcimento da parte degli stessi manager in attesa di reintegra. Peccato però che il governatore Marrazzo, se la pdl passerà, non potrà firmare il contratto a costoro ma si dovrà avvalere di un commissario ad acta in grado di farlo».