Asl Roma C, i mille grattacapi del commissario straordinario

Bruno Pastore dovrà tappare il buco delle spese enormi della ex manager

Bruno Pastore, il neo-commissario straordinario nominato da Marrazzo per guidare l’Azienda sanitaria locale Roma C, avrà di fronte più di una gatta da pelare. Prenderà servizio la prossima settimana e resterà in carica per 90 giorni, durante i quali dovrà in primo luogo avviare una lettura approfondita dei provvedimenti su appalti e bandi di gara - parecchi dei quali aperti e in corso di esecuzione, altri appena deliberati - dopo la bufera giudiziaria che ha coinvolto gli alti vertici aziendali. Dovrà in seconda battuta prodigarsi per pagare i contenziosi con case farmaceutiche e fornitori, i quali battono cassa ormai tutti i giorni negli uffici della ragioneria centrale. E questo perché le finanze dell’Asl non godono certo di ottima salute.
Eppure, malgrado le casse fossero a corto di liquidità, alla ex manager non è mai venuto in mente di precludersi la scelta di impegnare per consulenze, parcelle e interessi legali relativi al solo 2008 la cifra non indifferente di un milione e 600mila euro. Una somma che farebbe scomparire quella impegnata per capitoli di spesa molto simili all’Asl Roma E, dove un solo studio legale si è portato a casa la bellezza di 943mila euro in 26 mesi. Una rivelazione questa che viene fuori dall’esame degli ultimi atti licenziati dalla Paccapelo riferiti al 9 luglio scorso, data in cui sono stati emanati altri atti per nuove acquisizioni di beni e servizi, nonché lavori di ristrutturazione per il nosocomio del Sant’Eugenio.
Sulla vicenda dei contenziosi legali non manca chi chiede di investigare. «Se un ente privato o un’azienda di media entità annualmente si impegnasse in oneri legali di questa importanza potrebbe dichiarare bancarotta in men che non si dica - chiosa il segretario regionale della Fials Confsal Gianni Romano -. Una cifra del genere sottolinea la presenza di un numero tale di contenziosi da far tremare le vene ai polsi. Vista la situazione il presidente Marrazzo deve dare mandato al futuro commissario di allestire un ufficio legale interno che consenta di limitare almeno le parcelle delle consulenze».
Di sicuro l’Asl sarà chiamata ad affrontare un altro contenzioso legale: quello promosso da Assiprofar-Federfarma per rivendicare il pagamento di 19 milioni e più di euro alle aziende farmaceutiche. Una soluzione inderogabile secondo l’associazione, perché «l’Asl Roma C, nonostante ripetuti solleciti, continua a trattenere cospicue somme, peraltro già erogate dalla Regione Lazio, e destinate al pagamento delle forniture dei medicinali a carico del servizio sanitario regionale». «Questo comportamento ingiustificato e irresponsabile - si legge in una nota - aggrava ulteriormente la già difficilissima situazione debitoria regionale e rischia di far collassare l’intero sistema». Federfarma Roma, inoltre, ha dato mandato ai propri legali di presentare un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.