Asm ha diritto di prelazione sulle azioni di Endesa Italia

Ieri nel cda Capra non ha parlato dell’alleanza con Aem

Paolo Giovanelli

da Milano

Trimestrale ed Endesa: sono i due temi «caldi» di cui si è parlato ieri nel consiglio di Asm Brescia, dove non è stato invece affrontato il tema dell’alleanza con Aem. Ed è Endesa il punto su cui si sta focalizzando in questo periodo l’interesse degli osservatori. Ieri Capra, presidente e ad di Asm, si è limitato a dire che finché è in corso l’Opa di Gas Natural sul gruppo madrileno vanno fatte verifiche su tutti gli aspetti giuridici. Di fatto, però, è emerso un altro particolare, strategico: nei patti con Endesa è previsto che Asm abbia un diritto di veto sulla vendita di asset di Endesa Italia e contemporaneamente un diritto di prelazione sulle azioni di Endesa Italia eventualmente messe in vendita.
Questo mette la società bresciana in una posizione di forza se l’Opa di Gas Natural andrà in porto: in questo caso, infatti, è infatti previsto che centrali per circa 2.600 megawatt vengano cedute a Iberdrola, circa un terzo dell’intera Endesa Italia. Ma Asm potrebbe farsi avanti e far valere la sua prelazione. In ogni caso i tempi di tutta la vicenda si stanno allungando: è di ieri la notizia che la Commissione Ue ha rinviato al 15 novembre la decisione sulla possibilità di intervenire o meno nella vicenda spagnola. E sempre ieri è da registrare l’intervento del ministro spagnolo Pedro Solbes che ha chiesto al Tribunale della concorrenza di esaminare l’Opa: il Tribunale ha due mesi di tempo per dare una risposta. Secondo gli osservatori l’eventuale lancio dell’Opa sarà quindi possibile non prima della prossima primavera.
Poco male: ieri, nella conference call con gli analisti, Capra ha ribadito il suo «forte interesse» per Endesa e più passa il tempo, maggiori sono le sue possibilità di costituire una cordata che gli permetta di rilevare almeno una parte di Endesa Italia.
E qui entra in gioco il discorso Aem Milano: «Il futuro potrebbe vedere allineati gli interessi degli azionisti delle due società e mi riferisco ai Comuni di Milano e di Brescia - ha detto Capra - è un problema soprattutto degli azionisti: una nuova entità non può che essere una confluenza di azioni». Con Aem, ha spiegato, non c’è mai stato contrasto ma «precedenti divisioni e interessi, come nella corsa per Edison». Con Giuliano Zuccoli (presidente e amministratore delegato di Aem) «vedremo come affrontare la questione. È una disponibilità generica, di massima». Talmente di massima che in cda non ne è stato fatto neppure cenno. E in ogni caso, appunto, se la sbrighino gli azionisti. Anche se ieri è emerso che nelle prossime settimane sono previste altre due riunioni del consiglio. E allora, forse...
Quanto ai conti, il fatturato è cresciuto del 39,1%, l’utile netto del 40%, il margine operativo dell’11,2%. Il titolo ha reagito con una crescita dello 0,35% a 2,564 euro.