Aspettando i treni in stazione tra siringhe e bagni fuori uso

A ponente regna il degrado: toilette inagibili a Pegli, escrementi a Cornigliano

Riprende il viaggio attraverso le stazioni ferroviarie genovesi: oggi tappa a Pegli, Sestri Ponente e Cornigliano.
Pegli: voto 6-
Sarà anche una coincidenza, che un viaggiatore in attesa del treno a Pegli si metta a orinare su un muro proprio mentre chiediamo perché le toilette della stazione siano chiuse. Ma è un segnale che il problema dei bagni va risolto: sul vetro della biglietteria campeggia infatti la scritta «bagni inagibili». Motivo? «Li hanno "vandalizzati" mesi fa - spiegano in biglietteria - prima o poi verranno sistemati, non sappiamo quando».
Bagni off-limits a parte, però, la stazione è abbastanza accogliente. All'ingresso, ci sono una biglietteria e un'edicola ben fornita. E all'interno un bar, con sedie e tavolini. Di fronte ai bagni, un pergolato che d'estate si copre di glicine. E anche nel resto della stazione il verde non manca: lo scalo confina col parco di Villa Pallavicini. Lungo i binari, verso Genova, sul muro si intravedono le scritte a pennarello inneggianti a Damiano, pittoresco tifoso della Samp munito di tamburino, scomparso tempo fa. Probabilmente, a farle è stato lui stesso. Proprio per questo, fanno quasi tenerezza.
Sestri Ponente: voto 4
Se non ci si vuole imbattere in siringhe sporche di sangue e preservativi usati, nelle prime ore della mattinata è consigliabile evitare i servizi igienici della stazione di Sestri Ponente: gli unici, a Genova, che rimangono inspiegabilmente aperti e senza controllo durante la notte e che perciò sono frequentati dai tossicodipendenti. Meglio aspettare che vengano ripuliti da chi da tempo segnala questa anomalia: «Stamattina ho trovato tre siringhe e due preservativi - confida l’addetto alle pulizie - Le siringhe usate le buttano nelle vasche dello sciacquone, per pulire usiamo guanti e spruzziamo getti d'acqua da lontano».
Ma come mai si può accedere ai servizi igienici (e disporne) a qualunque ora della notte? Intanto, perché alla porta del bagno riservato alle donne manca un vetro, e così chiunque può entrare. Poi, per una questione di chiavi: secondo qualcuno si sono perse e non sono mai state rifatte, mentre per altri ci sono ma manca la voglia di usarle per chiudere le toilette. Possibile? Cerchiamo conferma dal capostazione: «Non sono tenuto a rilasciare dichiarazioni» dice con atteggiamento non privo di arroganza, prima di invitarci a uscire dal suo «gabbiotto». Restiamo lì fuori, insieme a tutto ciò che a Sestri non va, ma che ci si ostina ancora a ignorare. Ad esempio, la vecchia torretta in disuso sul primo binario: cade a pezzi, all'interno ci sono solo rottami, ma le transenne non impediscono di andare a verificare come sia diventata un rifugio per clochard. «È così da sempre» ammette l’impiegata di un ufficio. Nessuno, tra i dipendenti delle ferrovie che lavorano da anni nella stazione, sa a cosa serva, di chi sia, perché sia in quello stato.
Cornigliano: voto 4
«La stazione ha funzionato bene finché a Cornigliano hanno lavorato gli operai dell'Italsider: quando se ne sono andati è cominciato il degrado». Questo anziano viaggiatore ha ragione: il destino di questo scalo ferroviario è da sempre legato a quello dell'ex acciaieria. E infatti, così come in passato la stazione viveva grazie agli operai, oggi che di loro non c'è più traccia sale d'aspetto e binari sono abbandonati. «Ho lavorato qui fino al '90 - ricorda un'anziana - e la stazione era già malandata». Purtroppo, le cose sono peggiorate: «Escrementi umani, ecco cosa ho trovato stamani nel sottopasso - racconta l’addetto alle pulizie mentre spazza per terra - Non è la prima volta, capita spesso: qui di notte resta tutto aperto, chiunque può entrare e fare i suoi comodi».
Sporcizia e scarsa sicurezza: «Ha provato a scendere nel sottopasso? - chiede una donna che aspetta il treno - Di sera star qui è pericoloso». Anche di giorno non si scherza, però. Sul secondo binario, lo spazio per i passeggeri che aspettano i treni è ristrettissimo: poco più di un metro. E non è possibile attendere altrove: in sala d'attesa sono in corso lavori di ristrutturazione, così come sulle scale che dal sottopasso portano ai binari. Ponteggi e nastri arancioni per segnalare il pericolo ovunque. L'unico intervento ultimato, è la facciata dell'edificio principale, rimessa a nuovo da poco. Troppo poco, per cancellare il senso di abbandono che si respira in stazione
(5 - continua)