Tra aspettative e curiosità oggi è il giorno dei militari

In servizio anche 32 soldatesse E non mancano le polemiche: i collettivi giovanili assicurano un monitoraggio contro gli abusi

Il conto alla rovescia è terminato questa mattina all’alba: le forze armate hanno iniziato la loro azione di vigilanza su alcuni dei luoghi più delicati della capitale. In questa prima fase i soldati saranno in tutto 400, ma già a partire dalle prossime settimane raggiungeranno quota 1.060. Il loro compito sarà quello di pattugliare le aree vicine e controllare stazioni, ambasciate e il Cpt di Ponte Galeria. Come ribadito dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, tutti i militari scelti per questa attività «sono persone che hanno svolto compiti un po’ più complicati, per esempio quello di polizia nelle missioni all’estero».
A Roma opereranno i Lancieri di Montebello, la Folgore e i Granatieri di Sardegna. A loro spetterà l’ulteriore responsabilità di coordinare l’intera operazione. Tutti i militari saranno armati e muniti di mitragliatore. Saranno circa dieci le stazioni della metropolitana presidiate. In particolare è prevista la presenza del personale dell’esercito alle fermate di Mattia Battistini, La Storta, Saxa Rubra, Labaro, Tor di Quinto, Ostia e Acilia. In alcuni casi verranno controllate anche le aree di parcheggio esterne alle fermate, come ad Anagnina (linea A della metro) e a Ponte Mammolo (linea B) dove appena sabato due giovani fidanzati sono stati aggrediti da una banda di romeni che ha tentato di rapinarli. Previsti presidi anche presso le ambasciate, in zone a ridosso del centro.
Spetterà invece ai paracadutisti controllare il perimetro esterno del Cpt di Ponte Galeria, mentre saranno cinquanta i militari dislocati nella pineta di Castel Fusano. E tra loro ci saranno anche 32 soldatesse che prenderanno parte alle pattuglie miste e vigileranno su alcuni siti sensibili, così come previsto dal decreto sicurezza. Le 32 donne soldato - tra loro c’è anche un maresciallo comandante di plotone - fanno parte della brigata Granatieri di Sardegna e del reggimento Lancieri di Montebello, due reparti dell’Esercito storicamente di stanza a Roma.
Il criterio generale, infatti, è quello di fare ricorso a militari con base nei centri dove devono essere impiegati o nelle immediate vicinanze. Naturalmente ci sono anche delle eccezioni: a Roma, ad esempio, a vigilare sul Cpt di Ponte Galeria saranno pure i parà della Brigata Folgore, che si trova in Toscana.
Per quanto riguarda il modo in cui le forze impiegate si presenteranno ai cittadini, ci sarà una differenza tra i militari in pattuglia e quelli a presidio degli obiettivi sensibili: i primi avranno l’uniforme d’ordinanza estiva, composta da pantaloni e camicia a maniche corte e saranno armati di pistola; gli altri avranno mimetica e fucile.
L’arrivo dell’esercito in città non è stato immune da proteste: a contestarlo ci hanno pensato i Collettivi giovanili che già nella serata di sabato hanno cominciato una campagna di volantinaggio in alcuni quartieri. «Riteniamo che questa decisione sia una violenza alla città e sia improntata alla peggiore cultura della forca che - spiegano in una nota - senza nulla risolvere, prova a distrarre l’opinione pubblica appassionandola a una sorta di caccia al più povero». I Collettivi annunciano che monitoreranno «l’effettiva modalità di schieramento e attuazione del Patto per Roma sicura», organizzando «iniziative che facciano vivere la città fuori dal delirio sicuritario». È prevista, spiegano, la realizzazione di un «dossier sul comportamento delle forze dell’ordine e sui reali interessi di alcune operazioni».
Un atteggiamento, quello dimostrato dagli appartenenti a questi gruppi, che ha lasciato piuttosto perplesso Luigi Camilloni, presidente dell’Osservatorio Sociale: «La realizzazione di dossier sul comportamento delle forze dell’ordine - scrive Camilloni in un comunicato - e sui reali interessi di alcune operazioni nonché le denunce e la raccolta di informazioni dal basso da parte dei collettivi giovanili di Roma spero non assomigli alle schedature delle Br dove i personaggi “eccellenti” erano tutti schedati, tutti nell’archivio dei terroristi che a colpi di forbici raccoglievano informazioni riguardanti personaggi in vista del nostro Paese».