Aspettiamo le scuse di Fini

Un poco in ritardo ma spero sempre in tempo, desidero, quale vecchio - in tutti i sensi - lettore de il Giornale fin dal primo numero, ricordare ai dirigenti di Alleanza nazionale uno dei motivi per cui, io penso, hanno perso voti alle ultime votazioni regionali da nessuno inspiegabilmente mai evidenziate.
Per me l’infelice frase pronunciata dall’on. Fini «i combattenti della Rsi sono il male estremo» ed altre poco intelligenti sue esternazioni del passato e sul passato, hanno determinato in noi ex-combattenti dell’onore una gravissima offesa che abbiamo ripagato con il non voto ad An e spiego. Io sono un ex-ufficiale repubblicano della Rsi che l’8 settembre 1943, giorno della resa senza condizioni accettata dal goveno Badoglio, ha scelto la via dell’onore e ha combttuto per ben 8 mesi in prima linea per contrastare l’invasore anglo-americano. Noi reduci di questo splendido reparto ci riuniamo, fuori Liguria, ogni tanto per un cameratesco rancio, di solito siamo presenti in circa 200 ex-combattenti di ogni grado e nel corso dell’ultimo rancio ci siamo riproposti di non votare più An fino a quando Fini non ritratterrrà quelle infelici affermazioni nei nostri confronti o sarà sostituito alla guida di An; e noi, familiari e amici, siamo e saremo una bella massa di voti.
Vorrei aggiungere per quei signori che tanto vituperano il passato Ventennio (1922-1943) di ricordare - se ne hanno il coraggio - a tutti i lavoratori che se oggi hanno 8 ore giornaliere di lavoro (oltre c’è lo straordinario) se hanno 13ª, le ferie, la liquidazione, la pensione, l’assicurazione malattie (primi ad istituirla in Europa) ecc. ecc. tutto ciò lo debbono al regime fascista che promulgando la «carta del lavoro», fece legge di questo, assieme alla istituzione del contratto di lavoro, attorno agli anni 1925/1930. Mi permetta ancora, dott. Lussana, ricordare - in questo periodo di rigurgito antifascista - quanto scritto attorno agli anni 60 su «Souvenir» dall’accademico di Francia - quindi non fascista - prof. Claude Ferrére: «Il mio concetto su di lui non è cambiato, Benito Mussolini nella storia d’Italia viene subito dopo Giulio Cesare. Il bene che Mussolini ha fatto all’Italia è malgrado tutto incommensurabile; egli fu tradito, assassinato e in maniera così ignobile che il massacro della famiglia dello Zar impallidisce di fronte agli orrori che hanno accompagnato la sua fine ed a quelli che sono stati riservati al suo cadavere. Alcuni italiani si sono vendicati di un Capo troppo grande per loro, duemila anni or sono e per le stesse ragioni venne ucciso Giulio Cesare».
La ringrazio vivamente dott. Lussana se anche questa volta vorrà pubblicare integralmente questa mia lettera e, complimentadomi per la cronaca genovese sempre molto attenta, sempre ottima e mordente, rinnovo il grazie e le invio cordiali saluti.