Aspetto il parere dell’amico Sessarego

Sono uno studente di medicina, appassionato di sport, da generazioni fedele seguace dei colori «rossoblù». Vista la situazione incerta della squadra, vorrei che fossero presi in esame e chiariti alcuni punti «oscuri» dell’«iter» della squadra stessa.
Uno lo rilevo da lettera recente di altro tifoso. Perché, in questi tre ultimi campionati, la squadra, dopo un onorevole comportamento nel «girone di andata», dopo il giro della boa, recita gironi di ritorno miserandi, zoppicando ed inciampando. Sarà mica, come dicono in Veneto che i «taccòn» sono peggiori del «busi»?
Il secondo rilievo. Da anni il Genoa insiste a presentare un attacco «monco» ed inadeguato. Avviene un frenetico avvicendarsi di mezzepunte, ali convergenti, centro-campisti d’attacco, così pure, mediani e terzini che vanno sotto rete (Adailton, De Rosa, Criscito...). Ma mai che là davanti sono stati piazzati un paio di giovanottoni, alti di statura (per «giocare» cross e traversoni). Poi, con piedi «buoni» che mirano alla porta. Attacchi sterili, e «fumosi». Con l’Arezzo, si è toccato il fondo, in tutta la partita nessun tiro nel rettangolo (eccetto uno di «palla ferma»).
I processi si fanno all’ultimo. Ma perché non parlarne prima. È un fatto che con attaccanti come Di Vaio (ibernato, sempre con le spalle alla porta, sempre anticipato, con un Gasparetto che di attaccante ha solo il fisico e nulla più, con un Léon, tutto fumo e poco arrosto; giunto con fama di tiratore di palle ferme ma che ha, sempre sbagliato. E chi più? Un Greco, gigante dai piedi di argilla, o in infermeria o vagolante per il campo... E anni fa un certo Marco Rossi faceva gol ora non ne fa più... Giunti a questo, arrischierei un paio di partite il giovane Forestieri.
Non chiedo risposte né al presidente Preziosi né a Gasperini. Forse all’amico Sessarego che, mettendo da parte i suoi «pruriti» sampdoriani, potrebbe dare risposte equilibrate e precise.Pietro Ferretti