Aspirante suicida blocca i treni e viene denunciato

Gabriele Rossi

Per circa due ore ha bloccato il traffico ferroviario in partenza e in arrivo a Roma minacciando di suicidarsi per motivi sentimentali. Alla fine, convinto da polizia e vigili del fuoco, a scendere dal viadotto sul quale era salito, un uomo di 30 anni è stato denunciato a piede libero per procurato allarme e interruzione di pubblico servizio.
Il fatto è successo l’altra notte in viale Marco Polo, all’Eur. Intorno alle 23, cercando di non farsi vedere da nessuno, l’aspirante suicida ha scavalcato il parapetto del ponte metallico che si affaccia sulla ferrovia e si è sporto sul cornicione, ad un’altezza di circa dodici metri dalla strada ferrata. Nonostante il buio, tuttavia, alcuni automobilisti hanno ugualmente assistito alla scena e hanno dato subito l’allarme alle forze dell’ordine. Sul posto sono giunte numerose pattuglie della polizia mentre i pompieri hanno circondato l’area con tre squadre, pronte ad intervenire anche con un enorme materasso gonfiabile utilizzato in questi casi per attutire gli effetti dell’eventuale caduta delle persone. Per precauzione gli investigatori hanno anche chiuso al traffico il viadotto e la ferrovia sottostante.
Poi sono iniziate le trattative con il trentenne, sotto choc e probabilmente spaventato dal trambusto provocato da quello che aveva fatto, che fino all’una di notte è rimasto però ben assicurato alla ringhiera oltre il parapetto del ponte, minacciando tutti che, da un momento all’altro, avrebbe messo in atto il suo tragico gesto. Con molte cautele, tuttavia, poliziotti e vigili del fuoco sono riusciti pian piano a convincerlo a cambiare idea. Una delicata opera psicologica che alla fine, mentre il ponte era stato illuminato a giorno dalle cellule foto-elettriche, ha dato i frutti sperati. Il trentenne si è lasciato prendere dai soccorritori che l'hanno messo in salvo e poi sottoposto ad una breve visita medica.
La serata dell'uomo, però, non si è conclusa qui. Una volta tranquillizzato e riportato alla ragione l’aspirante suicida è stato condotto negli uffici del commissariato Colombo per essere identificato e denunciato all’autorità giudiziaria. Con il suo gesto, infatti, il trentenne ha causato ritardi al traffico ferroviario con disagi per decine di passeggeri.

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