Asprilla minacciato dalle gang colombiane

L'ex goleador costretto a lasciare Tulua, la sua città, dopo l'irruzione in casa di un commando di otto persone

Un grande del calcio in fuga. Tino Asprilla, ex del Parma, ha deciso di scappare dalla sua città, Tulua, dopo aver subito l'irruzione in casa di un commando di criminali. La Colombia, si sa, è terra martoriata, straziata dallo spadroneggiare delle gang e anche in questo caso il copione si è ripetuto. Otto delinquenti sono entrati nella casa del calciatore e gli hanno ordinato di mettersi in contatto con il Porron, capo della banda criminale Los Rastrojos. Risultato: Asprilla e la sua famiglia si preparano alla fuga da Tulua, ormai troppo pericolosa per loro. "Oggi - scrive il quaranticinquenne goleador - è uno dei giorni più tristi della mia vita, sono costretto ad abbandonare la mia terra, Tulua, perchè vittima di un tentativo di estorsione da parte di un gruppo di delinquenti. La mia famiglia è stata minacciata davanti a me, mio padre e i miei fratelli. Con un sentimento di impotenza e dolore ho preso la decisione, per la sicurezza dei miei cari, di lasciare Tulua. Ho dedicato - prosegue Asprilla - tutta la mia vita a rappresentare il mio Paese all'estero, a dare gioia al popolo colombiano, ora che voglio dedicare ai miei il tempo che gli ho sottratto durante la mia carriera, sono costretto a scappare. Ma voglio denunciare l'accaduto ai mezzi di comunicazione e all'intera Colombia".