Assad: in Siria meno corruzione e più democrazia

da Damasco

Nel discorso con cui ha aperto ieri a Damasco i lavori del X congresso del partito Baath, il presidente siriano Bashar el Assad, figlio del defunto dittatore Hafez, ha lanciato un appello per «allargare la partecipazione popolare» (consentendo il pluriupartitismo), combattere la corruzione e modernizzare il Baath. Il presidente non ha menzionato direttamente le pressioni internazionali, soprattutto americane, per la democratizzazione del Paese e la pacificazione del Medio Oriente, limitandosi ad affermare che è «necessario affrontare in modo coraggioso e ragionevole gli sviluppi» internazionali.
Il congresso è cominciato con un minuto di silenzio in memoria di Hafez el Assad e dei «martiri della nazione araba», prima che risuonasse l’inno del Baath, al potere in Siria dal 1963. «Dobbiamo allargare la partecipazione popolare associandola al potere decisionale attraverso una maggiore apertura alle forze nazionali, che permetterebbe a tutti di contribuire alla costruzione della Siria», ha detto Assad. Il presidente ha affermato che «la priorità è quella di migliorare le condizioni di vita dei cittadini».
La maggior parte dei giornalisti e dei corrispondenti delle agenzie arabe e internazionali ha lasciato gli spazi riservati alla stampa dopo che è stato impedito loro di entrare nel Palazzo dei Congressi. I giornalisti hanno infatti scoperto di dover seguire la riunione tramite maxi schermi collocati a distanza dalla sala, una scelta in contrasto con quanto assicurato un mese fa dal ministero dell’Informazione che aveva annunciato la distribuzione di nulla osta necessari per presenziare ai lavori del congresso.