Assaggi di romanzo «globale»

Clandestini, regolari, extra e neocomunitari e figli di coppie miste: è la società contemporanea che ispira molta letteratura. Ecco di seguito quattro libri melting pot&global feelings, tra il serio e il faceto. S’intitola Farsa il romanzo di Màrius Serra (Neri Pozza, pagg. 426, euro 20; trad. Beatrice Parisi), spietata satira del mondo di oggi: a Barcellona un prestigiatore incanta la città con il suo show. Il mago trasforma immigrati marocchini privi di permesso di soggiorno in impeccabili catalani, dall’accento perfetto e dal look glam. Con tanto di carte di credito e tessere vip. Molto divertente.
È la vita, dolcezza di Gabriella Kuruvilla (Baldini Castoldi Dalai, pagg. 152, euro 15) racconta disincantata le storie di bianchi, neri e meticci tra ricordi, malinconie, sogni, rabbie e desideri. Per ridere, piangere e prendere atto della realtà. Ancora immigrati e gente globale nel romanzo scintillante di Lucía Etxebarría Cosmofobia (Guanda, pagg. 368, euro 16,50; trad. Roberta Bovaia): l’autrice si immerge nelle loro esistenze tra le vie del popolarissimo quartiere madrileno di Lavapiésuna. Vite incrociate di individui di ogni provenienza, cultura e ceto sociale. Ironico e pungente tra sapori, colori, lingue e leggende.
Segnaliamo, infine, un gioiellino di acutezza: Sono razzista, ma sto cercando di smettere di Guido Barbujani e Pietro Cheli (Laterza, pagg. 134, euro 10): volenti o no, siamo tutti discendenti dagli stessi antenati africani. E, sempre volenti o no, siamo tutti degli eterni, (in)volontari e inguaribili razzisti. A tutte le latitudini e a partire dalle piccole cose...