Assago si mobilita per salvare i rospi smeraldini

I girini scoperti in un cantiere. Il Comune fa spostare i lavori

Giovanni Buzzatti

Tecnici del Comune e volontari controllano più volte al giorno il livello della pozza. «E siamo già intervenuti con le autobotti per aggiungere acqua ed evitare che si secchi» racconta l’assessore all’Ambiente. La specchio d’acqua che si è formato all’interno di un cantiere ad Assago contiene degli ospiti preziosi: migliaia di girini di rospo smeraldino, una specie sempre più rara in Europa. E tutti, dalla volontaria che li ha scoperti alla ditta che sta compiendo gli scavi, stanno collaborando per salvarli.
È stata Catia Acquaviva, esperta di animali selvatici della Lega per l’abolizione della caccia, a scoprire i girini nell’area verde dietro a un centro commerciale, a ridosso del Naviglio Pavese. «Faccio Rozzano-Milano tutti i giorni in bicicletta - racconta - e passando per Assago ho notato un rospo smeraldino morto al lato della strada. È più chiaro e piccolo degli altri rospi». Subito è arrivata la conferma: «Ho sentito il canto dei maschi in amore, alzando la testa mi sono accorta che proveniva dal cantiere e sono corsa a vedere». La ditta incaricata di bonificare la zona stava spostando della terra. «Abbiamo subito chiamato le guardie provinciali perché bloccassero i lavori - racconta l’animalista -. C’erano migliaia di uova nella pozza, se venivano sommersi dalla terra era la fine».
A questo punto entra in gioco il Comune. «Ci hanno chiesto aiuto e subito ci siamo rivolti al proprietario del terreno e alla ditta che sta sistemando la zona - spiega Emilio Duminuco, assessore comunale all’Ambiente -. Si sono mostrati molto disponibili: non lavoreranno nella zona della pozza fino a giugno, quando i girini saranno diventati rospi». Il Comune ha comunque allertato le autobotti. «Se il livello dell’acqua scende siamo pronti ad aggiungerne, i girini non resteranno a secco».
Si è pensato anche a un trasferimento dei piccoli. «Alcune oasi del Wwf si sono offerte per accoglierli, sabato ne sposteremo una piccola parte, stando molto attenti - riprende Catia Acquaviva -. Abbiamo proposto al Comune di creare una piccola area protetta per loro, sono animali utilissimi, mangiano insetti fastidiosi, se siamo invasi dalle zanzare è anche perché la bonifica della aree verdi ha fatto scomparire i rospi». Quelli smeraldini sono particolarmente fragili. «Sono piccoli e vengono predati da altri animali, una volta usciti dalla pozza avranno vita difficile. Ma è comunque importante che crescano».
Ne sono convinti tutti. «Anche operai e capocantiere ci stanno aiutando - conclude la volontaria -. Se passo a vederli? Tutti i giorni, ieri mattina ero in cantiere alle 6.30...».