Assalto ai musei: in due giorni 15mila visite

Evento clou l’animazione del Cenacolo di Peter Greenaway ammirata da 1.500 persone

Un 25 aprile all’insegna dei record, almeno dal punto di vista dell’arte. I milanesi hanno riscoperto le mostre o palazzo Marino si è dato da fare per migliorare l’offerta? La prima risposta la danno i numeri: solo nella giornata della Liberazione sono stati 8.864 i biglietti staccati tra Palazzo Reale, Castello Sforzesco, Pac, Palazzo della Ragione e Rotonda della Besana, per un totale di 9 mostre, cui vanno aggiunti i 6500 di ieri. In tutto 15mila biglietti totali in due giorni. La seconda risposta se la dà l’assessore alla Cultura del Comune, Vittorio Sgarbi: «Questa è l’era Sgarbi - risponde tronfio - e la dimostrazione del fatto che ci vuole del tempo per fare delle belle cose: in due anni, e il confronto del numero dei visitatori negli anni lo dimostra, abbiamo avuto il tempo necessario per progettare e allestire grandi esposizioni di livello».
Se andiamo a vedere il dettaglio l’espressionismo di Francis Bacon ha totalizzato, solo venerdì, 2.214 presenze, la mostra «99 icone» ovvero 99 capolavori rappresentativi di uno stile che ha reso celebre e inconfondibile nel mondo il design italiano 501, mentre i marmi candidi di Canova, provenienti della collezione dell’Ermitage, 1.815. Ancora, le opere futuriste di Giacomo Balla sono state ammirate da 738 persone, mentre circa il doppio - 1.430 - sono rimasti a bocca aperta davanti all’animazione del Cenacolo di Peter Greenaway, che il 9 giugno avrà l’onore di esprimersi sull’originale leonardesco. Grande successo anche per le altre esposizioni: le Sale Viscontee e i suggestivi cortili del Castello, che offrono la prima importante occasione per vedere in maniera ampia e documentata il percorso creativo di Mattew Spender, hanno raccolto 830 presenze solo nella giornata di venerdì, mentre l’avvocato Agnelli a Palazzo della Ragione, aperta da soli due giorni, ha fatto 640 visitatori contro i 407 del Pac, dove sono esposti ancora oggi gli scatti di Witkin e Saudek, i due trasgressivi fotografi che hanno suscitato tale scandalo da essere spostati da Palazzo Reale al bellissimo, ma più defilato, padiglione di Arte contemporanea. «Insegna anche a me la libertà delle rondini», la retrospettiva sui primi quindici anni di attività della rivelazione del design, Fabio Novembre, ha totalizzato 289 visite.
Se 8.864 presenze vi sembrano poche, confrontatele con quelle dell’anno precedente: il 25 aprile 2007, infatti, erano stati staccati 5.176 biglietti. Certo le mostre erano meno, e forse, meno accattivanti: a Palazzo Reale si potevano ammirare «Camera con vista», l’esposizione organizzata per decenni - di arte e design - dal Cosmit, che quest’anno ha regalato a Milano l’opera del regista inglese Greenaway, vero evento della settimana del Salone, il realismo magico di Antonio Donghi, «L’antico Egitto» e l’astrattismo russo di Kandinskij, mentre la Rotonda della Besana si illuminava con le sculture di luce di Chiara Dynis. Al Pac, invece, la mostra record «Street art, sweet art», che raccoglieva il meglio della street art nostrana (40mila visitatori in 30 giorni di apertura, con una media giornaliera di 1.400 persone), che l’assessore Sgarbi aveva prorogato, dal 10 al 25 aprile, proprio per permettere ai visitatori del Salone del Mobile di vederla. Nel 2006 1.312 persone, invece, avevano trascorso la Liberazione tra le 4 mostre allestite tra Palazzo Reale e l’Arengario.