Assalto ai posteggi: chi parte lascia l’auto in sosta

È un continuo via-vai di minibus. Una spola ininterrotta tra lo scalo aeroportuale milanese e i parcheggi. Perché alla fine, la soluzione migliore per non trovarsi nel bel mezzo delle dimostrazioni dei taxisti milanesi è l’auto personale. E per gli auto-parking, così come per le auto a noleggio, gli affari vanno a gonfie vele. C’è chi parte per le vacanze e non vuole trovarsi nel mezzo della protesta e c’è chi rientra e tira un sospiro di sollievo. La breve attesa delle navette in questi giorni pesa meno del solito. Pochi minuti e si è padroni della propria quattroruote, che nei giorni di vacanza qualcuno ha custodito, a volte anche a caro prezzo. Le offerte sono per ogni esigenza e il costo varia in base alla distanza dallo scalo e alla garanzia di controllo sui veicoli. «Questo per noi è sempre un buon periodo - spiega un giovane alla guida di una navetta siglata “Linate Parking”. La gente parte per le ferie e lascia l’auto a noi per vari giorni. Chiediamo dieci euro al giorno per un parcheggio custodito. Ne vale la pena. È chiaro che con la protesta dei taxisti abbiamo avuto un’impennata nel numero dei clienti». C’è chi esulta, per aver mancato di un soffio i disagi causati dalla protesta, e c’è chi storce il naso per essere stato costretto a tirare fuori dal box la propria auto. «È un’indecenza - dice una signora -. L’Alitalia era la migliore compagnia del mondo e va male per gli scioperi. Intanto a noi tocca pagare cifre stratosferiche per tenere l’auto in un parcheggio e sorbirci anche il traffico del rientro grazie ai tassisti». Qualcuno però sembra indifferente alle proteste: sono gli habituée dell’auto personale. «La nostra è una famiglia numerosa - dice un signore con tre bimbi al seguito -. Quando ci dirigiamo in aeroporto portiamo sempre l’auto con noi, anche per evitare le multe al rientro, causate dai lavaggi settimanali delle strade a Milano». Il servizio, però, per qualcuno ha dei costi esagerati: «Io ho speso 60 euro per il biglietto d’aereo e ne pago settanta per il parcheggio auto. Non sembra anche a lei una bella fregatura?», dice una signora di mezza età mentre trascina a mano il suo trolley direzione parcheggio. Lei è una delle privilegiate che della navetta non ha nemmeno bisogno.