Assalto in banca, presa la banda di «Vallanzasca»

Quinto, il rapinatore saluta i cassieri a nome del bel René. I carabinieri lo arrestano: è il sosia del bandito

(...) di carabinieri in borghese lo aveva già preso e immobilizzato, mentre tentava la fuga.
Tolta la parrucca, la somiglianza col più celebre bandito milanese è parsa subito chiara agli uomini del reparto operativo del comando provinciale di Genova che da un paio di mesi seguivano gli spostamenti dell'uomo e dei suoi tre complici, responsabili di almeno una decina di rapine a istituti di credito della Liguria e dell'Emilia Romagna. Il sosia di Vallanzasca nascondeva nelle mutande il bottino: poco più di 9mila euro. La gang era arrivata in città all'inizio della settimana e stava per mettere a segno un colpo nella filiale della Carige di via Timavo, salvo cambiare idea all'ultimo momento per la presenza di una guardia giurata. Tutto rinviato a ieri.
Dopo aver perlustrato a lungo le banche della zona, alla fine i quattro decidono di puntare sulla filiale di via Gianelli. Di fronte alla banca è appostato il basista genovese, Domenico Politano, a bordo di una 147 rubata e pronto a raccogliere il compagno una volta consumata la rapina. Mentre gli altri due complici - una coppia di bolognesi entrambi pregiudicati - tastano il terreno facendo un sopralluogo nell'istituto di credito. Pochi minuti dopo le 10, l'emulo del bel Renè, ricevuto il via libera dai compagni, entra in banca col volto camuffato da una parrucca color castano. «Datemi i verdi, datemi i verdi», urla al cassiere sotto lo sguardo atterrito di tre clienti. Preso il bottino, il rapinatore tenta la fuga ma viene subito braccato dai militari che lo pedinavano fin dall'uscita dell'auostrada di Nervi insieme ai suoi complici. «Non c’è stato il tempo di fermarlo prima che entrasse - spiega il maggiore Vito di Gioia - L’abbiamo visto scendere dalla moto con la quale era arrivato alla banca, indossare la parrucca e fare irruzione».
Dopo aver immobilizzato il rapinatore, i carabinieri riescono a bloccare anche il basista posteggiato davanti ai giardinetti di Quinto. Alle 11,15 il cerchio si chiude con l'arresto degli altri due complici in un'area di servizio di Ovada, mentre cercavano di rientrare a Bologna. Quella di ieri è la settima volta che la filiale di Quinto viene rapinata nel giro di tre anni. Il direttore ha chiesto il trasferimento.