Assalto al barista, caccia al rapinatore in fuga

Ancora senza nome il malvivente ucciso per sbaglio dal complice: forse è albanese

È ancora senza nome il rapinatore ferito accidentalmente sabato sera dal complice e morto nella notte all’ospedale Fatebenefratelli. Continuano, dunque, gli accertamenti della Squadra Mobile di Milano. L’identikit provvisorio parla di un uomo, probabilmente albanese, di età compresa tra i 27 e i 30 anni. Almeno dieci gli «alias», i nomi fittizi che avrebbe fornito durante precedenti controlli di polizia. Solo attraverso i controlli incrociati con l’Interpol sarà possibile risalire alle generalità dell’uomo.
Prosegue, intanto, la caccia al complice. La polizia, infatti, sostiene che il «commando» fosse composto solo da due persone, nonostante ci siano testimoni certi di averne viste tre. Al momento, non sono state ritrovate né l’auto su cui viaggiavano i banditi, una Golf di colore scuro, né la pistola che ha esploso il colpo.
Gli esami balistici, comunque, escludono che a sparare sia stata l’arma regolarmente detenuta da Calogero Caico, il gestore del bar-ricevitoria a Gratosoglio vittima della rapina. La sua «Flobert», infatti, non risulta dello stesso calibro della pistola usata sabato notte.\