Assalto al Centro Giardino Sette persone in ostaggio

I banditi erano armati di kalashnikov e pistole

Una sola certezza: il colpo messo a segno l’altra sera la Centro Giardinaggio di Desio è stato portato a termine da professionisti della rapina a mano armata. Gente che, prima di entrare in azione, ha pianificato con estrema attenzione ogni dettaglio della sequenza criminale.
Sono arrivati da fuori zona. In sette: tutti con il volto completamente coperto da passamontagna, con i guanti per non lasciare impronte. Due sono armati di kalashnikov. Gli altri cinque impugnano pistole. Il commando si apposta dietro un grosso cassonetto della spazzatura. Attende con pazienza l’uscita dell’ultimo cliente. Mancano quindici minuti alla 20. I banditi affrontano il titolare, Carlo Pilastro, 62 anni, e i sei dipendenti che stanno avviandosi verso le auto per tornare a casa. Costringono le vittime ad avvicinarsi verso un ripostiglio. Prima di chiuderli dentro però i rapinatori si fanno consegnare i telefonini. A questo punto i malviventi esigono la borsa che ha in mano il commerciante: in tutto razziano dodicimila euro. Non si accontentano. Puntano le armi alla schiena di Carlo Pilastro e lo obbligano a salire al primo piano dove si trovano gli uffici: cercano la cassaforte. Urlano, minacciano: «Aprici la cassa altrimenti fai una brutta fine. Non abbiamo tempo da perdere».
L’imprenditore passa un brutto quarto d’ora, insiste che non c’è alcun forziere ma i banditi non gli credono e lo minacciano ripetutamente. Alla fine, l’uomo riesce a convincere i criminali che non sta mentendo. Intanto, i sei dipendenti sono ancora in preda al panico. Per venti minuti nessuno di loro osa fare una mossa.
Scatta l’allarme. Sul posto volano le gazzelle dei carabinieri di Desio. Gli uomini del capitano Vincenzo Barbato, si mettono al lavoro: le indagini per arrivare alla cattura del commando si annunciano complesse. La banda, stando alle prime ipotesi dei carabinieri, sarebbe composta da elementi d’origine slava e da italiani, i quali dopo la razzia, avrebbe preso il largo a bordo di un furgone.