Assalto alla gioielleria, Montenapo in tilt

«Solo balordi senza cervello potevano tentare una rapina così». I carabinieri ne sono convinti parlando dei due malviventi che, in una manciata di secondi e servendosi di una mazza da baseball, ieri alle 14 hanno tentato di spaccare e saccheggiare una delle vetrine della nota gioielleria-orologeria Fratelli Pisa, di via Verri, praticamente all’angolo con via Montenapoleone e nel cuore del quadrilatero della moda, di fronte alla boutique Gucci e accanto a Burberry. Premesso che il sabato pomeriggio non è certo il momento migliore per mettere a segno una spaccata nel cuore di Milano, il rischio è enorme e perlopiù inutile. Esattamente ciò che è capitato ieri.
Giunti sul posto da via Verri, in direzione Montenapoleone - uno a bordo di una moto enduro, l’altro su una Fiat 164 grigio metallizzato - i malviventi hanno parcheggiato «strategicamente» la vettura di traverso sulla carreggiata. Quindi, mentre uno, che indossava un casco integrale, restava a bordo della moto accesa, il complice, con il viso coperto da un passamontagna, ha raggiunto le vetrine color verde bottiglia di Pisa e ha sferrato due mazzate nel punto dove erano esposti orologi molto preziosi. Tuttavia, non solo il vetro si è rivelato particolarmente resistente ai colpi e non si è rotto per potervi introdurre un braccio e afferrare i preziosi ma, in quel preciso momento, lì davanti sono passati due «gatti», i motociclisti dei carabinieri. Intervenuti subito, i militari non sono però riusciti a raggiungere i due rapinatori che, seppur a mani vuote, nel frattempo, sono sfrecciati via in moto, raggiungendo corso Venezia e facendo perdere le loro tracce (la moto è stata ritrovata più tardi).
Il 24 gennaio un episodio simile si era verificato in un’altra orologeria del quadrilatero, in via Borgospesso, dove un rapinatore, con la stessa tecnica, aveva arraffato una quarantina di orologi. E sempre ieri, ma in mattinata, in via Murat, un uomo ha cercato di spaccare la vetrina di un orafo con un martello.
«Con le auto che sostano nonostante il divieto, nel quadrilatero è sempre in agguato l’"effetto tappo": se una vettura impedisce il passaggio, tutte le altre non possono che accodarsi, impedendo l’arrivo delle forze dell’ordine in caso di necessità. - commenta Claudia Buccellati, presidentessa dell’associazione Via Montenapoleone -. Nel 2002, con l’allora questore Enzo Boncoraglio e il prefetto Bruno Ferrante, ma anche con il vicesindaco Riccardo De Corato, durante un tavolo organizzato con i commercianti per motivi di sicurezza, eravamo giunti alla conclusione di non fare del quadrilatero un’isola pedonale, impedendo anche di allargare e di alzare i marciapiedi che altrimenti avrebbero ristretto ulteriormente una carreggiata già limitata».