Assalto in villa, imprenditore ucciso dai banditi

Tenendo sotto la minaccia delle armi la famiglia, i ladri hanno costretto Pancrazio Muscolino ad aprire la cassaforte

Mariateresa Conti

da Taormina

Avevano programmato e calcolato tutto. Tutto, meno la reazione del padrone di casa che, dalla cassaforte, ha tirato fuori i gioielli, come gli era stato intimato sotto la minaccia delle armi, ma pure una pistola calibro 7,65, regolarmente denunciata, con la quale l'uomo ha fatto fuoco nel tentativo disperato di salvare se stesso e la sua famiglia dalla furia di quel commando entrato in casa nel cuore della notte. Un tentativo vano quello di Pancrazio Muscolino, 44 anni, commerciante molto noto a Giardini Naxos (Messina), località turistica praticamente attaccata a Taormina, la perla dello Ionio «regina» del turismo e della movida: l'uomo è riuscito a colpire uno degli aggressori, ma i rapinatori, una banda di otto persone, hanno risposto al fuoco ferendolo a morte, e sono quindi fuggiti, razziando in fretta e furia quel che potevano.
Il colpo finito tragicamente - ferito in maniera lieve anche il figlio maggiore della vittima, Gaetano Muscolino, di 19 anni - è stato messo a segno da un gruppo di otto stranieri, che però parlavano l'italiano. Ad avvalorare questa tesi il ritrovamento del cadavere di un immigrato, probabilmente un nordafricano, rinvenuto sulla spiaggia di Villafranca Tirrena, circa 60 chilometri da Taormina. L'uomo, ucciso da un colpo di pistola calibro 7,65 (lo stesso della pistola usata da Muscolino), presenta sotto le scarpe tracce di ghiaia del tutto simile a quella presente nel parco della villa dell’imprenditore. Solo l'autopsia, e l'esito degli esami già avviati dal Ris dei carabinieri di Messina, potrà dare la conferma a quella che comunque è un po' più di una semplice ipotesi.
L'assalto è scattato nel cuore della notte, intorno alle tre. I banditi avevano pensato a tutto. Avevano narcotizzato i cani, che di notte giravano liberi nel parco della villa, che si trova in contrada Trappitello, a Taormina; e avevano pure messo fuori uso la telecamera posta all'esterno dell'abitazione. I rapinatori sono entrati dal retro della casa, scavalcando, probabilmente, il muro che separa la villa da una stazione di servizio. La famiglia Muscolino - il commerciante, la moglie Maria Stella Santoro e i tre figli, Gaetano, 19 anni, e due ragazzine di 16 e 7 anni - dormiva tranquillamente. A svegliare tutti, il suono della sirena dell'allarme, scattato al momento dell'irruzione degli assalitori. Una volta entrati in casa i membri del commando, armati di pistole e di un fucile a pompa, si sono divisi, a caccia delle camere da letto. Pancrazio Muscolino, la moglie Maria Stella e il figlio maggiore, Gaetano, sono stati costretti, sotto la minaccia delle armi, a sedersi in salotto. A guardia delle ragazzine sono rimasti invece altri due banditi. Quando i malviventi gli hanno intimato di aprire la cassaforte, Pancrazio Muscolino non ha reagito. Docile, ha fatto finta di voler assecondare i malviventi. Ma lui sapeva bene che nella cassaforte, insieme ad alcuni gioielli, c'era anche la pistola e qualche fucile da caccia, armi tutte detenute legalmente. Ed è proprio la pistola che l'uomo ha tirato fuori, cominciando a sparare all'impazzata. Ma i banditi, pur spiazzati dalla reazione, hanno risposto al fuoco. Ed è stato il pandemonio. Pancrazio Muscolino si è accasciato, colpito al petto da un proiettile calibro 9, gli è corso incontro il figlio Gaetano, ferito di striscio ad un braccio. Approfittando della confusione, e compreso ormai che il colpo si stava mettendo male i banditi sono scappati, abbandonando - o perdendo - parte del bottino, trovato poi in giardino. L'allarme, è scattato subito. I familiari hanno chiamato un'ambulanza e le forze dell'ordine, hanno cercato di prestare i primi soccorsi a Pancrazio. Invano, perché l'uomo è morto prima dell'arrivo del 118.
Le ricerche sono state avviate immediatamente, a tutto campo. E già in mattinata sono arrivati i primi risultati, con il rinvenimento del cadavere dell'extracomunitario senza documenti che gli inquirenti ritengono sia un membro del commando di rapinatori.
Taormina e l'intera Sicilia sono sotto choc. Le rapine in villa, nell'isola, sono praticamente sconosciute, quello della notte scorsa, come conferma il procuratore di Messina Luigi Croce, può considerarsi a tutti gli effetti il primo episodio, almeno nel Messinese.