Assassinata davanti alla figlia: 5 colpi al collo e all’addome

È stata raggiunta cinque volte al collo e all’addome con un’arma da taglio. Almeno tre i colpi mortali. Prima di soccombere al suo assassino avrebbe tentato di difendersi, come dimostrerebbero i segni di colluttazione individuati sulle braccia e tagli sul volto. Sono i primi sommari risultati dell’autopsia sul corpo di Marcella Rizzello, la donna di 30 anni uccisa nella sua abitazione nella periferia di Civita Castellana, in provincia di Viterbo, davanti alla figlia Giada di 14 mesi. La relazione completa sull’esame autoptico, eseguito dai medici legali dell’Università di Siena, sarà consegnata nei prossimi giorni al Pm Renzo Petroselli, titolare dell’inchiesta.
Subito dopo aver conferito con il periti, il magistrato ha autorizzato la restituzione del corpo ai familiari, che hanno deciso di allestire la camera ardente nel cimitero di San Lazzaro a Viterbo, dove il cadavere della giovane era stato trasportato per eseguire l’autopsia. Il riconoscimento ufficiale è stato compiuto dal compagno Francesco Vincenzi, di 36 anni, e dal padre Pasquale Rizzello. I funerali saranno celebrati oggi alle 15 nel duomo di Civita Castellana.
I carabinieri del Ris ieri hanno compiuto un sopralluogo nella villetta di via Dei Latini, dove è avvenuto l’omicidio. Hanno effettuato numerosi prelievi delle tracce ematiche trovate sul pavimento della camera da letto, sul letto e sui muri. Inoltre hanno acquisito vari oggetti. Evidenziate anche numerose impronte che saranno utilizzate per tentare di ricostruire il percorso compiuto dall’assassino per entrare e per uscire dall’abitazione. Allo stato non ci sarebbe alcun indagato. I carabinieri hanno interrogato per ore il compagno. Dai suoi racconti sarebbero emerse incongruenze, ma per l’ora dell’omicidio, avvenuto tra le 11,30 e le 13 di mercoledì scorso, avrebbe un alibi. E il suo racconto avrebbe trovato riscontri.