Assassinate a Bagdad 3 guardie di Talabani

Bagdad. Il presidente iracheno, il curdo Jalal Talabani, è sfuggito ieri a un attentato dinamitardo sul ponte di al Hussein, a Bagdad, che passa davanti alla sua residenza: un’autobomba è esplosa uccidendo tre guardie del corpo del presidente e ferendo numerose persone, fra cui anche dei civili. È stato un venerdì di fuoco quello vissuto ieri nella capitale nel nord dell’Irak, dove una raffica di attentati con autobomba e attacchi a colpi di mortaio ha preso di mira posti di blocco e installazioni dell’esercito governativo iracheno e pattuglie militari Usa: il bilancio oscilla da almeno una decina di morti e più di 60 feriti a - secondo altre fonti - una ventina di vittime e un centinaio di feriti. L’attentato più grave è avvenuto nella base militare irachena di Shaab, quartiere settentrionale di Bagdad: otto le vittime irachene, tra cui alcuni civili e personale delle guardie di sicurezza della caserma. Sei poliziotti sono rimasti vittime dell’esplosione di un’autobomba avvenuta in un quartiere occidentale della capitale, mentre due militari iracheni sono rimasti uccisi dall’esplosione di un’autobomba presso la vecchia sede del ministero della Difesa. Infine, due marine statunitensi sono morti ieri a causa dell’esplosione di un ordigno piazzato sul ciglio di una strada nei pressi della frontiera giordana.