"Assassini" ai giudici Sgarbi condannato: pagherà 180mila euro

Ad avviare la causa davanti al Tribunale civile di Milano erano stati gli ex pubblici ministeri
di "Mani pulite", Pier Camillo Davigo, Francesco Greco e Gherardo Colombo

Milano - Per aver definito "assassini" tre magistrati milanesi l’ex parlamentare Vittorio Sgarbi, critico d’arte e ora assessore alla Cultura milanese, è stato condannato ad un consistente risarcimento: 180 mila euro più le spese di giudizio.

Ad avviare la causa davanti al Tribunale civile di Milano erano stati gli ex pubblici ministeri di "Mani pulite", Pier Camillo Davigo, Francesco Greco e Gherardo Colombo (quest’ultimo ora in pensione) che avevano citato in giudizio l’ex parlamentare per sue dichiarazioni apparse su due quotidiani e nelle quali si accusavano i tre magistrati di aver fatto morire della gente.

L’allusione era ad indagati deceduti per suicidio. "Questi magistrati - aveva affermato fra l’altro Sgarbi - vanno arrestati e processati. Sono un’associazione per delinquere con libertà di uccidere". Il giudice Claudio Marangoni, valutati i fatti, ha riconosciuto a Colombo, Davigo e Greco un risarcimento di 60 mila euro ciascuno, somma che dovrà essere pagata dalla parte convenuta che dovrà far fronte anche alle spese di giudizio calcolate in altri 13.300 euro.