Assegnati i premi «Balzan» 650mila euro per la ricerca

La fondazione internazionale, presieduta da Bruno Bottai, ha reso noti i nomi. La cerimonia di consegna in novembre a Berna

Igor Principe

Paragonare il «premio Balzan» al Nobel può apparire azzardato. A Stoccolma c'è una cerimonia con un sovrano che li consegna, e una serata di gala con tanto di ballo. A Berna e Roma, sedi delle premiazioni del Balzan, il rituale è decisamente più parco. Tuttavia, evidenziare qualche parallelismo contribuisce a dare lustro a una delle tante istituzioni cittadine il cui pregio è vestito di quegli abiti tradizionalmente meneghini che sono sobrietà e discrezione.
In primo luogo, si può scorrere l'elenco dei premiati. Dal 1962 (anno della prima edizione) a oggi, tra i cento personaggi che ne sono stati insigniti figurano nomi quali, Jorge Luis Borges, Paul Hindemith, Eric Hobsbawn, Luigi Luca Cavalli-Sforza, Carlo M. Cipolla, Norberto Bobbio, Ernst Gombrich. Un piccolo gruppo, che però rende bene il valore dell'evento. Quindi, si può considerare l'ammontare economico del premio: 650mila euro, quasi due terzi del milione di euro (9 milioni di corone svedesi) che vanno al vincitore di un Nobel. Infine, si può notare la presenza, come assegnazione speciale prevista ogni quattro anni, di un riconoscimento per l'umanità, la pace e la fratellanza fra i popoli. L'ultima premiata, nel 2004, è stata la comunità di Sant'Egidio.
Non sarà come a Stoccolma, insomma. Ma ciò non toglie che i vincitori di un premio Balzan non debbano sentirsi meno onorati. Quelli del 2005 sono stati resi noti ieri dall'omonima fondazione internazionale, presieduta dall'ambasciatore Bruno Bottai. I vincitori sono l'inglese Sir Peter Hall per la sezione «Storia sociale e culturale delle città», il tedesco Lothar Ledderose per «Storia dell'arte dell'Asia», i coniugi britannici Peter e Rosemary Grant per «Biologia delle popolazioni» e il gruppo di lavoro statunitense guidato da Russel Hemley e Ho-kwang Mao per «Fisica dei minerali».
La cerimonia di consegna avverrà il prossimo 11 novembre a Berna. Come chi li ha preceduti, i vincitori sono stati scelti al termine di una selezione condotta dal Comitato Generale Premi della Fondazione, anch'essa presieduta da un ambasciatore, Sergio Romano, e composta da venti membri provenienti dalle più prestigiose istituzioni culturali europee. Ogni anno, la Fondazione interpella università, accademie e centri di studio di tutto il mondo, ricevendo le relative candidature. Sulle quali, dopo due selezioni, si pronuncia il suddetto Comitato.
«Tutto ciò è il risultato di un'opera voluta da un grande milanese, Eugenio Balzan», dice Bottai. «Un uomo che ha reso grande quello che ora è il primo quotidiano italiano, il Corriere della Sera (di cui Balzan è stato collaboratore e poi amministratore dal 1897 al 1933). Come presidente, cerco di fare il possibile perché Milano abbia la consapevolezza dell'importanza di questa fondazione e del premio - prosegue l'ambasciatore -. Credo che le istituzioni ce l'abbiano, i cittadini un po' meno. Dobbiamo lavorare in questo senso».
Regola fissa è la rotazione annuale delle materie per le quali conferire i premi, scelte in coppia nell'ambito del genere umanistico e scientifico. L'anno prossimo toccherà a «Storia della musica occidentale dal XVII secolo», «Pensiero politico: storia e filosofia», «Astronomia e astrofisica osservative», «Genetica molecolare delle piante». Quanto alle motivazioni dei premi 2005, di Sir Peter Hall, geografo, è stato messo in rilievo l'enorme apporto di una vita di studi in campo urbanistico, mentre di Lothar Ledderose è stato riconosciuto il ruolo di più illustre studioso europeo di arte cinese. Il premio ai coniugi Grant è andato, tra le altre motivazioni, per aver chiarito il meccanismo tramite il quale nascono nuove specie.