«Assegni in bianco? Basta soldi ai politici facciamo le strade»

Non più contributi a pioggia a bocciofile e circoli culturali. Ma strade, opere pubbliche e aiuti per rilanciare l’economia. I consiglieri della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia non avranno più a disposizione, come in passato, cinque milioni di euro con cui far «beneficenza» ai propri collegi elettorali. A prometterlo, dopo la denuncia del Giornale, il governatore Renzo Tondo.
Presidente Tondo, si elimina finalmente un privilegio?
«Intanto preciso che, anche se lo avete scritto, io non scappo. Anzi».
L’abbiamo cercata per due giorni senza trovarla.
«Sono state delle giornatacce».
Abbiamo pensato avesse paura delle frizioni con i suoi consiglieri che nei prossimi giorni dovranno votare il bilancio.
«Macché. Io nella polemica godo».
Bene. Arriviamo all’assegno in bianco che il Friuli-Venezia Giulia stacca ogni anno per i consiglieri.
«Una pratica che si è consolidata negli anni».
Non un buon motivo per distribuire 5 milioni di euro un po’ a casaccio.
«Infatti io la considero una sciocchezza».
Se è una sciocchezza va abolita. E subito.
«Infatti l’ho proposto alla maggioranza».
La risposta?
«Ne parleremo lunedì».
Governatore, ma non ci vorrebbe un po’ di pugno di ferro?
«L’importante è che non passi il messaggio che ogni consigliere ha a disposizione 100mila euro e poi può farne quello che vuole».
Be’, questa è la realtà.
Non è così. E infatti oggi anche il capogruppo del Pd Gianfranco Moretton ha detto che sono soldi spesi bene».
Certo, finché sono degli altri.
«Con quei fondi sono state fatte tante cose utili».
Ma le altre Regioni quei finanziamenti nemmeno se li sognano.
«Ma noi li usiamo bene».
Presidente Tondo, arriviamo al dunque: l’anno prossimo il bonus ci sarà ancora oppure no?
«Io credo che sia sbagliato nella forma, più che nella sostanza».
Cinque milioni di euro sono sempre cinque milioni di euro.
«Non si è ancora parlato di cifra».
Capito, la cifra ci sarà.
«Sì, ma non sarà più a disposizione dei singoli consiglieri».
E allora?
«Allora la giunta accoglierà le segnalazioni e vedrà se è il caso di concedere i finanziamenti.
Anche alla bocciofila?
«No. Basta bocciofile e piccoli circoli».
Non pensa che una pioggia di piccoli contributi aiuti poco e scontenti tutti?
«Infatti. Non vogliamo una guerra tra province, preferiremo chi ci segnalerà una strada da sistemare, un piccolo paese da aiutare con nuove infrastrutture».
Non crede che in un momento di crisi, quei soldi sarebbe meglio risparmiarli?
«No. Cercheremo di raccogliere le segnalazioni privilegiando le opere pubbliche. Un modo per creare occupazione e aiutare l’economia».
Dividerete, come in passato, la cifra? Cento alla maggioranza e 60 all’opposizione?
«Macché, non dev’essere una spartizione. Raccoglieremo tutto e poi la giunta deciderà cosa è più utile. Cominceremo dalle opere immediatamente cantierabili».
Parla come uno che non ha certo problemi di bilancio. Le regioni autonome restano sempre paesi del Bengodi.
«No. Anche qui il bilancio è in difficoltà e anche per questi interventi i soldi saranno di meno».
Adesso è prevedibile una rivolta dei consiglieri.
«Il consiglio faccia il suo dovere. Ci segnali interventi importanti, io e la giunta faremo il nostro».
giovanni.dellafrattina@ilgiornale.it