Assegno di 400mila euro al pd che va a escort

Il superbonus dell'ex vicepresidente pugliese, Sandro Frisullo, è stato deciso in estate: la buonauscita sfiora i 400mila euro (anche se 152mila li aveva prelevati in anticipo). Per l'indagato pure una pensione di 10mila euro

C’è un ex detenuto in attesa di giudizio che ad agosto si stava fre­gando le mani dalla gioia. Aveva ap­pena incassato un maxi assegno da 10mila euro lorde di pensione e una buonuscita record che sfiora i 400mila euro (anche se 152mila eu­ro li aveva già prelevati in anticipo). Il suo nome è Sandro Frisullo, ex po­tentissimo vicepresidente Pd della vendoliana Regione Puglia, arresta­to il 18 marzo scorso con l’accusa di associazione per delinquere, corru­zione e turbativa d’asta con contor­no di presunte tangenti nella sanità in cambio di qualche escort a buon mercato, anzi praticamente gratis. Frisullo è a piede libero dal 17 lu­glio, dopo che il gip del Tribunale di Bari Sergio Di Paola ha revocato gli arresti domiciliari. Ma 21 giorni di cella se li è fatti tutti, dall’arresto al­l’ 8 aprile, perché «accusato di aver utilizzato il suo peso politico - que­sta la tesi della Procura barese - per far vincere l’amico, il re della sanità Gianpi Tarantini in cambio di soldi e favori». Quanti e quali? Per l’accu­sa circa 12mila euro al mese, tre escort della scuderia a totale dispo­sizione, automobile con autista, ca­pi firmati e persino una donna delle pulizie gratis. Dall’assegno di Gianpi a quello da pensionato il passo è breve e la decurtazione leggera, da 12mila net­te a 10mila lorde. La cosa bizzarra è che per avere questi soldi dalla Re­gione Puglia Frisullo non ha violato alcuna legge. Anzi, ne ha approfitta­to. La norma che consentirà a lui (e ad altri quaranta ex consiglieri regio­nali pugliesi) di riuscire a mettere di­gnitosamente insieme il pranzo con la cena, anche senza fare più politi­ca, porta la firma di Mario De Cristo­faro. L’ex presidente del Consiglio regionale pugliese nel 2003, quan­do a governare la Puglia era l’attuale ministro Raffaele Fitto, non fece fati­ca a far approvare una legge che pre­vede, oltre a un sontuoso vitalizio pari al 90% dell’indennità da consi­gliere di 11.190,89 euro, un assegno di fine mandato pari a un anno pie­no di indennità (oltre 129mila euro per ogni legislatura al servizio dei pugliesi, tre nel caso di Frisullo). La solerzia degli impiegati regio­nali (ministro Brunetta, prenda ap­punti...) ha consentito ai pensionati di lusso, molti dei quali rigorosa­mente under 60 come lo stesso Fri­sullo ( che di anni ne ha 55) di ottene­re bonus e pensione in piena estate. I mandati di pagamento sono parti­ti dagli uffici della Regione il 25 ago­sto scorso. Per le casse pugliesi è un salasso da 8 milioni di euro, di cui 3,5 erogati subito come un genero­so bancomat. Ma, almeno per quan­to riguarda l’ex vicepresidente Pd, tutto era iniziato 45 giorni prima, il 14 luglio, tre giorni prima della sua definitiva scarcerazione preventi­va, quando il dirigente del Servizio amministrazione e risorse umane della regione Francescopaolo Digie­si aveva firmato le determinazioni necessarie a sbloccare i soldi. Nel prospetto allegato alla deter­minazionen ˚ 166del25agostoscor­so vengono snocciolate le cifre: l’as­segno lordo finale è di 389mila euro meno qualche spicciolo, di cui 152mila e rotti già incassati grazie al­­l’articolo 57 della legge 1/2004, che prevede appunto di richiedere un anticipo fino all’80%dell’assegno di fine rapporto. Tolte le tasse, per l’ex vicepresidente Pd accusato di esse­re al soldo di Gianpaolo Tarantini detto Gianpi in cambio di qualche appalto milionario nella sanità si tratta di 174.647,24 euro nette, da ag­giungere alla pensione di anzianità. Diecimila euro lorde di pensione ogni mese, generosamente elargiti in una soleggiata mattina dell’esta­te pugliese, basteranno a uno come Frisullo che secondo l’accusa ha bi­sogno di fare una certa vita? È uno dei tanti interrogativi che il proces­so sul verminaio della sanità puglie­se è destinato a sciogliere. Forse.