Assenteisti e pianisti, Fini striglia i deputati: "Serve più disciplina"

Il presidente della Camera in visita di Stato in Turchia torna a chiedere più serietà ai politici che siedono a Montecitorio: "Serve coscienza da parte di tutti, non servono sanzioni o punizioni. Basta pianisti e assenteisti" 

Istanbul - Disciplina e più presenza in aula. Nemmeno dalla Turchia, dov'è in visita di Stato, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, molla la presa sulla pattuglia di onorevoli affinché sia assicurata alla Camera maggiore disciplina in lavori e presenze parlamentari in aula. "Non si dica - premette Fini - che in questa fase i deputati si sentano demotivati perché quello del loro lavoro è sempre e solo un problema di coscienza personale. Ogni deputato dovrebbe innanzitutto avvertire la coscienza di rispettare l’impegno che ha preso con gli elettori: dunque, non è con le sanzioni o le punizioni che si può dar corso ai comportamenti virtuosi".

I doveri "Il deputato ha - ricorda il presidente della Camera - un doppio dovere: rispettare il mandato che riceve dagli elettori e anche dar vita a comportamenti che siano in sintonia con le esigenze poste dal gruppo parlamentare a cui si è liberamente iscritto". Per Fini, d’altra parte, le nuove regole allo studio della Camera saranno di per sé un impulso alla riduzione dell’assenteismo e pianismo a Montecitorio. "Mi auguro che l’anno venturo - dice Fini ai giornalisti - si possa finalmente dar corso a nuove modalità di espressione con il voto elettronico. Questo aiuterà a combattere la brutta tendenza a votare per conto altrui. Ed è altresì chiaro che quando si avrà certezza sui singoli voti espressi sarà anche più facile evitare il voto per conto altrui".

Più sedute D’altra parte, sempre nel solco di questa direzione dei lavori parlamentari all’insegna del rigore, Fini non rinuncia alla propria campagna per un maggior numero di sedute settimanali dell’aula. "La conferenza dei capigruppo - ricorda il presidente della Camera - ha stabilito un calendario preciso. Ci sono le condizioni per discutere in modo approfondito i provvedimenti e, se ci sarà una maggioranza a sostenerli, per approvarli. È evidente che la Camera in questi due mesi dovrà impegnarsi molto e dedicare all’esame dei tanti provvedimenti che ci sono tutte le giornate disponibili, dal lunedì al venerdì. E, se necessario, anche il sabato".