Gli assessori comunali non si presentano al dibattito per discutere dell’«Automostro»

Palese delusione ma anche tanta rabbia. E il comitato non ci sta. I residenti di via Groppallo, salita Fieschine e di via Montesano contrari alla costruzione, così come è stato concepito, del parcheggio pubblico di Brignole, si sentono traditi. Traditi da promesse non mantenute come quella di giovedì 28 luglio dove i cittadini avrebbero dovuto incontrare gli assessori comunali e regionali e la polizia municipale, per far chiarezza appunto, sulla costruzione del nuovo autosilos. Ma il confronto non c'è stato. Non si è presentato nessuno, fatta eccezione di un delegato comunale. Eppure Elio Salterini, consigliere del Pdl nel municipio di Centro Est, in qualità di presidente della commissione urbanistica aveva convocato una riunione e invitato le istituzioni per discutere di eventuali modifiche da apportare al progetto iniziale. «Incredibile - tuona Elio Boerio promotore del comitato "no automostro" -. Anche quando i cittadini volonterosi cercano di fare le veci delle istituzioni, altrimenti assenti, e producono loro lavoro gratis, queste li snobbano e non si presentano. Parliamo dell'assessore Margini e dell'assessore Vassallo che dopo un'annosa persecuzione, i cittadini dell' "automostro" di via Montesano chiedono infatti un incontro da ottobre 2010, a un quarto d'ora dalla riunione con ben 20 partecipanti tra municipio, consiglieri tecnici e coordinatori del comitato hanno fatto sapere che non potevano venire. Per conto del Comune era presente soltanto l'ingegnere Tizzoni che non ha fatto altro che ripetere, come già in altre sedi, che il progetto Italferr così è, e così resta. Oramai è immodificabile». Lo sconcerto sale ancora quando Boero racconta che «alcuni cittadini, già in ferie sono rientrati anticipatamente a Genova soltanto per partecipare all' agognato incontro fissato proprio con gli assessori. Per l'occasione i residenti avevano preparato un fascicolo architettonico inoppugnabile con tanto di variazione del progetto iniziale che avrebbe portato vantaggi a tutti. Volevamo, e vogliamo ancora dimostrare, che si può fare molto meglio a costo zero, guadagnandoci tutti, a partire dalle ferrovie. Basterebbe un piccolo sforzo e maggiore premura da parte di Comune e Regione. E invece assistiamo al totale disinteresse nei confronti di un progetto esecutivo che trasformerà per sempre la stazione di Brignole che vale come biglietto da visita della quarta città d'Italia».