Assicurazioni L’assemblea dell’Ania

Per il comparto assicurativo un 2010 non facile: insieme alla raccolta premi (+8,4% a fronte, però, di un +27,1% nel 2009), crescono le perdite (700 milioni contro l’utile precedente di 3,9 miliardi). L’aumento dal 3,9% al 5,9% dell’Irap, nell’ambito della recente manovra correttiva, crea inoltre forti malumori: «È un provvedimento, a carico delle nostre imprese, fuorviante e incoerente con i propositi di sviluppo economico; un aumento che va ben oltre la logica di partecipazione a sacrifici comuni», commenta Fabio Cerchiai, presidente dell’Ania. «È una misura punitiva», gli fa eco l’ad di Generali, Giovanni Perissinotto.
Gli altri dati snocciolati ieri durante l’assemblea dell’associazione registrano la crescita dei prezzi dell’Rc auto (+4,5%), che però porta a un -7,6% in sei anni. «Dopo tre anni consecutivi di calo in valore assoluto - si legge nel rapporto Ania - nel 2010 l’ammontare complessivo dei premi, pari a 17 miliardi, è salito a campione omogeneo del 4,5% rispetto al 2009. Come spiegato da Cerchiai, «ciò è stato determinato dall’innalzamento del massimale minimo obbligatorio e dalla revisione delle tariffe da parte delle compagnie, necessaria per riequilibrare un andamento tecnico che nel biennio precedente era stato negativo e in netto peggioramento». Sul tema Rc auto («vera disgrazia sociale», secondo il Codacons) sono intervenute pesantemente le associazioni dei consumatori. «Nell’ultimo periodo - afferma Carlo Rienzi (Codacons) - le tariffe hanno subito rincari del 25% per le auto e del 35% per i motocicli. In Italia le polizze Rc auto costano il doppio rispetto a Germania, Francia e Spagna: mediamente 407 euro contro, rispettivamente, 222, 172 e 229 euro». Concetto ribadito da Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico, presente all’assise: «È necessario elaborare una nuova scala di coefficienti di merito, unica per tutto il mercato».
Il rapporto evidenzia come, per la prima volta dal 2000, il risultato tecnico del settore danni è stato negativo per 400 milioni (+228 milioni nel 2009) con una flessione del 191,5%; anche il settore vita ha registrato un risultato tecnico negativo (-262 milioni), a fronte di quello positivo per oltre 3 miliardi del 2009 (-108,1%). Cerchiai ha guardato anche al futuro e all’impatto, sul settore, della crisi dei debiti sovrani e della lenta ripresa del Paese. Ecco, allora, che il volume dei premi contabilizzati nel settore vita, «fortemente trainato nel 2009 e 2010 dalla vendita di prodotti di risparmio garantito», secondo l’Ania, «potrebbe ridursi nel 2011, rimanendo tuttavia di un ammontare analogo a quello del 2009 e ampiamente superiore a quello registrato nel biennio 2007-2008».