Assicurazioni Il titolo giù del 5,3%

Standard & Poor’s boccia la decisione di Unipol di rilevare la pericolante «casa Ligresti», unendosi a Premafin, Fonsai e Milano Assicurazioni. La società di analisti americana sottolinea che la fusione a quattro imperniata su Unipol Assicurazioni potrebbe minare «il profilo di rischio finanziario» complessivo del gruppo bolognese. Pertanto le pagelle su Ugf e Unipol Assicurazioni restano in creditwatch negativo, in vista di un spintone che potrebbe farli cadere di più gradini lungo la scala del rating.
Dura la reazione della Borsa, già spaventata dall’esborso di cui dovrà farsi carico Unipol: ieri il titolo ha perso il 5,29%. Si stima che la compagnia bolognese dovrà costruire un aumento di capitale da 1 miliardo, più del doppio di quanto capitalizza attualmente. Da giovedì 12 gennaio, quando l’ad Carlo Cimbri ha chiuso l’accordo con Unicredit e Mediobanca per subentrare ai Ligresti, il titolo ha perso il 18,5 per cento. Male ieri anche Premafin (-1,83%) e Milano (-0,84%) mentre ha chiuso positiva Fonsai (+1,06%). L’allarme di Standard&Poor’s segue la decisione di tagliare il giudizio sul gruppo (da BBB a BBB-) e di Unipol Assicurazioni (a BBB+ da A-) come conseguenza del colpo di accetta contro il rating sovrano dell’Italia: Bologna a fine giugno aveva in pancia Bot e Btp per 7,2 miliardi e l’agenzia stima che un altro 10% degli attivi sia rappresentato da bond o depositi di banche italiane.
S&P dice che scioglierà il creditwatch entro tre mesi ma avverte che i progetti di Unipol «potrebbero tradursi in un declassamento» di più livelli, «soprattutto in assenza di una significativa iniezione di capitale». Oggi è invece previsto un nuovo incontro delle banche creditrici di Imco e Sinergia, le scatole dei Ligresti a monte di Premafin: il summit potrebbe formalizzare la decisione di sfilare tutte gli asset immobiliari per affidarli a un fondo in vista di una valorizzazione: in pole position c’è Hines, seguita da Sator e Fimit.