Assicurazioni in trappola tra cessioni e svalutazioni

L’individuazione del successore di Corrado Passera alla guida di Intesa Sanpaolo avrà una gestazione meno breve di quanto si potesse pensare inizialmente. Ieri il presidente del consiglio di sorveglianza, Giovanni Bazoli, ha trascorso la mattinata nella sede milanese dell’istituto, collegato con i soci forti, cioè le Fondazioni azioniste.
Ma le consultazioni finora non hanno sortito l’esito preventivato, cioè la concordanza unanime su un candidato. E i contatti proseguiranno anche oggi per cercare di smussare gli angoli. In realtà, l’allungamento dei tempi, secondo quanto si apprende, sarebbe dovuto a un riemergere, da una parte, dei vecchi dualismi Milano-Torino nella governance della banca. E, dall’altra parte, alla necessità di non alterare troppo gli equilibri faticosamente raggiunti nel corso dell’ultimo anno e mezzo.
Il problema è che la Compagnia di San Paolo, presieduta da Angelo Benessia e azionista con il 9,9% dell’istituto, vorrebbe avvicinare sempre più verso il capoluogo piemontese la gestione delle attività retail che proprio l’attuale amministratore delegato ad interim Marco Morelli guida attraverso la Banca dei Territori. Anche se la nomina di Morelli fu decisa da Bazoli, approvata da Passera e in un certo senso «subìta» sotto la Mole, alla fine il manager ha conquistato la fiducia dei vertici della Compagnia. Certo, negli ambienti torinesi non si è mai persa la speranza di poter indicare il nome del nuovo ad. Il gradimento è orientato su Fabio Gallia, ad di Bnl, sul presidente di Carlo Tassara, Pietro Modiano. Milanese Modiano ma con un passato in San Paolo e piemontese l’altro ma con analoga esperienza nel comparto finanziario.
A Torino, tuttavia, sono anche consci che non si possono penalizzare troppo le due attuali figure di prestigio di Intesa Sanpaolo, Morelli e il direttore generale e capo del Corporate e investment banking, Gaetano Micciché. Se non si potrà scegliere il candidato, per la Compagnia, è meglio non modificare troppo gli attuali assetti di comando.
Il professor Giovanni Bazoli, sostenuto anche dalla Fondazione Cariplo, vorrebbe che il nuovo manager avesse una grande esperienza internazionale e capacità di guidare la banca in un momento difficile di crisi dei mercati come l’attuale. Ma convincere una figura «carismatica» a lasciare un porto sicuro e una remunerazione elevata per raccogliere il testimone di un banchiere di grandi capacità come Corrado Passera non è certo una scommessa da poco. E anche puntare su «cavalli di ritorno» come Giampiero Auletta Armenise, Giovanni Gorno Tempini e Victor Massiah potrebbe creare qualche malumore. Ecco perché, in alcuni ambienti, era cominciato a circolare anche il nome di Carlo Messina, direttore finanziario di Intesa, che lascerebbe intatto il sistema tripartito. Soluzione più semplice che cercare un amministratore pronto ad accettare un team formato da altri.
Il consiglio di gestione di martedì, pertanto, dovrebbe limitarsi a confermare Morelli a meno che il presidente Bazoli non riesca a trovare una soluzione rapida per convocare un consiglio di sorveglianza domani per proporre la nuova designazione.