Assicuropoli, confermate le pene

L’inchiesta risale al 1996 quando medici, avvocati e faccendieri finirono in manette e accusati di truffa per falsi incidenti

Piero Pizzillo

Assicuropoli: a dieci anni dall’inizio dell’inchiesta che aveva visto alla sbarra 52 imputati tra avvocati(7), medici (26), faccendieri, tecnici di laboratorio, vigili urbani, assicuratori e falsi infortunati, accusati di aver creato a tavolino incidenti fasulli, truffando diverse società assicuratrici per 100 miliardi di lire (reato già prescritto), è stata emessa la sentenza d’appello. La corte ha mantenuto l’impostazione del tribunale (marzo 2004), che aveva dimezzato lo scandalo, condannando 24 imputati e assolvendone 27 (nel frattempo uno era deceduto), apportando solo qualche modifica (riduzione di pena, concessione di attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti, o prescrizione per alcuni casi di corruzione o associazione a delinquere semplice). Prescritta la truffa, sono rimasti in appello il falso in atto pubblico, corruzione e associazione.
Ricordiamo che in tribunale dei 7 avvocati inquisiti erano stati condannati, Lino Andrisani, a 8 anni, e Mario Lauricella, a 4 anni e 4 mesi. I magistrati d’appello hanno ridotto la pena del primo a 4 anni e sei mesi, mentre per il secondo, dopo dopo averla aumentata a 4 e 8, l’hanno riportato a 4 con l’applicazione delle generiche. Il difensore di Lauricella, Sandro Vaccaro, che ricorrerà in Cassazione, ha dichiarato: «Mi aspettavo una rivisitazione del sentenza di primo grado, con l’esclusione del reato associativo». Per quanto concerne i faccendieri, collegati ai due studi legali: Piero Borgis è passato da 8 anni a 4 anni e sei mesi; Giuseppe Bignami da 5 e 9 mesi a 4 e 2; Aldo Biondi, da 4 e 3 mesi, a 2 e 8; Franco Badaracco da 3 e 8 a 3 e seii». «Per noi è importante - ha detto il difensore Paolo Scovazzi - che non sia stata accolta dalla Corte la richiesta della procura del riconoscimento di promotore dell’associazione a delinquere». Il medico Riccardo Calogerà è passato da un anno e 8 a 1 e 2, e il collega Luigi Pagliara da 3 anni a 2 e 10. Difesi entrambi da Giovanni Scopesi, che ha detto: «Il primo è stato assolto da un falso, mentre la corte ha respinto la richiesta della procura per il peculato e l’associazione ». «Accogliendo i miei motivi di appello - ha dichiarato il difensore Romano Raimondo, il medico Giuseppe Micali ha avuto la riduzione da 1e 8 a 1 e 2, e il collega Guido Sieni da 3 e 11, a 2 e 8».