Assistenza sociale: vince il modello del Nord-Est

Il
cittadino residente in un Comune del Nord-Est ha beneficiato di una spesa di 134 euro.
Lo stesso cittadino, residente in un Comune del Sud avrebbe visto crollare a 38 euro
la spesa del Comune per la sua assistenza sociale. La media nazionale si assesta sui 92 euro

Roma - Ogni italiano ha goduto, nel 2004, di una spesa media pro-capite per l'assistenza sociale di 92 euro, per un totale di 5 miliardi e 377 milioni di euro. Cioè lo 0,4% del prodotto interno lordo: forse poco, ma comunque superiore del 3,4% rispetto all'anno precedente. La cifra, come sempre nelle statistiche, fotografa la media pro-capite. Per il resto, il cittadino residente in un Comune del Nord-Est ha beneficiato di una spesa di 134 euro. Lo stesso cittadino, residente in un Comune del Sud avrebbe visto crollare a 38 euro la spesa del Comune per la sua assistenza sociale. È quanto risulta dall'indagine censuaria dell'Istat sugli interventi e i servizi sociali erogati dai Comuni nel 2004. Le differenze talvolta cospicue nella disponibilità di risorse sono dovute ai diversi modelli organizzativi.

Primo fra tutti, rileva l'indagine dell'Istat, il fatto che nel Nord i Comuni gestiscono in forma associata (comprensori, consorzi, Comunità montane) l'assistenza e i servizi sociali, nel Sud invece sono i singoli Comuni ad occuparsene. Il risultato è che i Comuni del Nord impegnano intorno al 70% delle risorse per garantire i servizi sociali, quelli del Sud impegnano fino all'85% o addirittura il 100% delle risorse per garantire gli stessi servizi. La spesa media pro-capite più alta è della Valle d'Aosta (343 euro) seguita dalle province autonome di Trento e Bolzano (200 euro). Agli ultimi posti si trovano la Campania (32 euro) e la Calabria (27 euro). Felice eccezione, nel Mezzogiorno, la Sardegna con una spesa media pro-capite di 100 euro. Al contrario, il Veneto (94 euro) e le Marche (93) sono le Regioni del Centro Nord con gli indici di spesa più bassi nella loro area geografica.