Assobiomedica: «questi tagli riducono la qualità»

Gianni Clerici

Si rinnovano gli allarmi degli imprenditori che operano nel mondo della sanità per le scelte compiute dal governo con la finanziaria 2007. «Sono devastanti le conseguenze che si avranno» , denuncia Angelo Fracassi, presidente di Assobiomedica, l'Associazione confindustriale che raccoglie le imprese che svolgono la propria attività nell'area della tecnologia e della diagnostica: duecento imprese con 19 mila addetti e 4,3 miliardi di euro di volume di affari.
«I tagli dei prezzi di acquisto dei dispositivi medici e delle tariffe di rimborso dei diagnostici in vitro -precisa Fracassi - non considerano la qualità della prestazione sanitaria. Si incentiva l'acquisto di tecnologie al prezzo più basso, determinando una caduta della capacità diagnostica, clinica e riabilitativa del Servizio sanitario. La possibilità di scelta e personalizzazione delle terapie del medico in base alle esigenze del singolo paziente risulta compromessa ed è a rischio la qualità stessa dei prodotti che verranno scelti e acquistati in funzione del prezzo e non della prestazione. Non sempre il pace-maker, la valvola cardiaca o il defibrillatore che costa meno ha il miglior rapporto prezzo-qualità. In un regime di prezzi amministrati allineati ai livelli più bassi sono inoltre premiate quelle imprese che poco investono in ricerca e sviluppo e che possono contare su prodotti ormai maturi se non perfino obsoleti e che mai si sono organizzate per offrire servizi al cliente. Risulta minacciata - aggiunge Fracassi -la stessa sopravvivenza di molte imprese italiane. Il taglio del 20 per cento delle tariffe di rimborso della diagnostica di laboratorio, taglio operato sulle tariffe del 1996, cioè non aggiornate da dieci anni, disincentiva l'innovazione tecnologica» . Prevenire è meglio e meno costoso che curare. «Il governo continua a considerare la sanità come un costo e non come un investimento prioritario . Parla di ingegnerizzazione della sanità sul territorio, di health technology assessment, di cure domiciliari, di rivalutazione del ruolo del medico di famiglia, poi l'annuncio della nuova era per la salute del cittadino si concretizza -afferma Fracassi - solo in tagli brutali alla spesa e si punta sulla bassa qualità. Le risorse finanziarie destinate alla sanità vanno aumentate, sono inadeguate e inferiori alla media europea, ma è altrettanto indispensabile, ferma restando la governance politica e istituzionale da lasciare nelle mani di Stato e regioni, separare nettamente i ruoli. Netta separazione dei ruoli significa - prosegue il presidente Fracassi - più efficacia efficienza e trasparenza. La politica, i partiti, devono fissare le regole ed esercitare i controlli, ma non occuparsi di gestione. La città di Amburgo ha fissato le regole e stabilito i controlli, ma ha affidato tutto il sistema ospedaliero ai privati. Non per virtù, ma per necessità il Paese Italia dovrà rifondare la sanità».
Il mondo dei dispositivi medici - afferma Carlo Mambretti. direttore generale di Assobiomedica - è rappresentato da decine di migliaia di differenti famiglie di prodotti. L'ampia gamma di beni, circa due milioni, impiegati in tutti i processi sanitari sono vitali nella prevenzione , diagnosi e cura dei cittadini. Se si vuole razionalizzare una spesa e non razionare si deve valutare il costo complessivo di una prestazione e non quello dei singoli componenti che concorrono alla sua realizzazione. La componente tecnologica di qualità , che unitariamente costa più di un'altra, permette frequentemente di ridurre il costo del processo.