Associando chemio e radioterapia si curano alcuni tumori cerebrali

Il glioblastoma è il tumore cerebrale più frequente e aggressivo. Fino a pochi anni fa una diagnosi di glioblastoma equivaleva a una sentenza di morte (entro un anno). La ricerca clinica ha notevolmente migliorato quest’amara prospettiva.
Studi recenti hanno dimostrato un ruolo chiave dell’enzima 06-metiltransferasi nella «protezione» della cellula tumorale. In conseguenza bassi livelli di questo enzima permettono una più lunga sopravvivenza dei portatori di glioblastoma.
Partendo da questo risultato, l’Ente europeo per la ricerca sul cancro e l’Istituto nazionale oncologico canadese hanno condotto insieme uno studio - presentato a Palermo dalla professoressa Alba Brandes di Bologna al congresso dell’Aiom - di fase 3 su 573 pazienti (età media 56 anni). Obiettivo di questo studio, durato 2,5 anni , confrontare l’efficacia della sola radioterapia rispetto al trattamento anche con termozolomide. La sopravvivenza è stata più alta (più che doppia) nei malati sottoposti al doppio trattamento. I coordinatori di questo trial sono convinti che non solo la radioterapia associata alla somministrazione di termozolomide prolunga notevolmente la sopravvivenza dei portatori di glioblastoma ma addirittura riduce del 37 per cento il rischio di morte. Questa terapia (che si accompagna a un basso profilo di tossicità) è ormai la terapia standard sul piano mondiale. La ricerca neuro-oncologica non si ferma. Il traguardo resta quello di migliorare i risultati ottenuti finora.